Epifania: mai così tanti giochi e giocattoli stranieri

Pubblicato il 04 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – Le calze della Befana quest’anno porteranno un carico record di giochi e giocattoli stranieri. Confartigianato ha calcolato che il 2016 segna il picco storico delle nostre importazioni di giocattoli; ne abbiamo acquistati per oltre un miliardo (1,082) di euro, con una crescita dell’1,8% rispetto al 2015. La Cina fa la parte del leone con giochi e giocattoli per un valore di 470 milioni di euro, pari al 45,3% del totale del nostro import di questi prodotti.

A riempire le calze della Befana, secondo l’associazione, sono anche la Francia che ci fornisce prodotti per 141 milioni, la Repubblica ceca (107 milioni), la Germania (78 milioni), i Paesi Bassi (59 milioni) e la Spagna (50 milioni).

A tenere alta la bandiera del giocattolo italiano c’è però un piccolo esercito di 380 imprese nazionali, con 2.959 addetti e un fatturato di 598 milioni di euro, che si battono sui mercati esteri dove esportano la qualità dei nostri prodotti per un valore che negli ultimi dodici mesi si è attestato a 444 milioni di euro.

Confartigianato raccomanda di fare attenzione alla sicurezza dei prodotti comprati per i regali ai bambini. Giochi e giocattoli sono infatti tra i prodotti a maggiore rischio contraffazione. In Italia tra il 2008 e il 2015 sono stati effettuati complessivamente 1.896 sequestri di giochi e giocattoli per 44.893.548 pezzi e un valore complessivo di 185 milioni di euro: una media di 15.375 pezzi sequestrati al giorno.

Soltanto nel 2015, per numero di prodotti sequestrati dalle autorità doganali dell’Unione europea, i giochi e giocattoli, con 4.085.693 pezzi, risultano al secondo posto, dopo le sigarette. Nella classifica dei Paesi di provenienza, il 70,3% dei giochi e giocattoli sequestrati proviene dalla Cina, il 21,2% dalla Malaysia e un ulteriore 4,2% da Hong Kong.

Confartigianato segnala che nel corso del 2015 sono aumentati del 14% gli articoli taroccati di tutti i generi sequestrati dalle autorità doganali dell’Ue e il fenomeno è decisamente più accentuato in Italia dove il numero dei prodotti sequestrati è cresciuto addirittura del 57%. La contraffazione, secondo le stime dell’associazione, penalizza pesantemente il 20% delle nostre imprese artigiane manifatturiere.

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