Sicurezza, migranti e povertà. Lite continua tra Pd e Grillo

ROMA. – “Accoglienza umanitaria e rigore”. L’equazione è possibile, assicura Paolo Gentiloni. Al suo fianco il premier ha il ministro dell’Interno Marco Minniti, che dopo i dubbi espressi nella stessa maggioranza Pd ha corretto il tiro del progetto di riapertura dei Cie in ogni Regione e ipotizzato strutture piccole, con gestione trasparente e garanzia delle condizioni di vita al loro interno. E ha annunciato un “piano organico” su immigrazione e sicurezza su cui sfidare l’opposizione in Parlamento.

Il tentativo è provare a contrastare con i fatti il messaggio “populista della paura” di chi, come Lega ma soprattutto M5s, “è già in campagna elettorale e – osserva un dirigente Pd – ci attacca e martella ogni giorno, su ogni fronte”. Premier e ministri evitano di entrare in polemica, ma tra parlamentari 5 Stelle e Dem lo scontro è costante, con il web divenuto un ring.

Gentiloni a Palazzo Chigi riprende in mano tutti i dossier più delicati. La prossima settimana, con due visite a Parigi il 10 e a Londra il 12, inizierà il ‘tour’ delle Cancellerie europee che lo porterà a Berlino il 18 e poi probabilmente a fine mese a Madrid e a Lisbona per il vertice dei capi di Stato socialisti.

Il premier è al lavoro anche sul G7 di maggio a Taormina e sente Shinzo Abe, primo ministro giapponese: centrali saranno “ripresa dell’economia mondiale, crescita, grandi investimenti e riforme strutturali”. Ma sono i fronti interni i più caldi per il governo. L’11 la Consulta si pronuncerà sui quesiti referendari sul Jobs act e negli stessi giorni il ministro Giuliano Poletti dovrà affrontare la mozione di sfiducia in Senato, su cui si registra maretta nel Pd.

E poi sono centrali i temi del contrasto alla povertà, con il tentativo di accelerare il ddl delega sul reddito di inclusione, e più in generale dell’economia (i dati Istat positivi nel terzo trimestre 2016 portano i dirigenti Dem a dire che “la strada è giusta”), oltre che delle banche e della ricostruzione delle aree terremotate. Nel pomeriggio a Palazzo Chigi si segnala la presenza del ministro Pier Carlo Padoan e poi del commissario Vasco Errani.

Su immigrazione, sicurezza e sulla ricerca di un accordo con la Libia per controllare i flussi, Gentiloni incontra ministri e vertici degli apparati di sicurezza. Poi vede la Commissione di studio sulla radicalizzazione e i fenomeni di jihadismo in Italia. “La minaccia non autorizza a fare equazioni improprie tra migrazione e terrorismo”, afferma il premier.

Ma il tentativo, dopo l’attentato di Berlino, è rispondere alla percezione di insicurezza con un’azione articolata. Intensificare gli accordi con i Paesi africani, tenere alto il pressing sull’Europa e in Italia coniugare l’accoglienza con il rigore delle espulsioni. Tenendo conto che la sensibilità a sinistra è alta e la ricetta di Minniti di riapertura dei Cie è stata criticata sia da esponenti della maggioranza che della minoranza Pd, da Debora Serracchiani a Gianni Cuperlo. Di qui la correzione con l’annuncio di centri piccoli e tutela di diritti che potrebbe convincere la stessa minoranza, che per ora sospende il giudizio.

In vista delle possibili elezioni anticipate auspicate dallo stesso Matteo Renzi, però, è incessante il ‘martellamento’ del M5s. I grillini, osservano i Dem, attaccano a tutto campo. Da Luigi Di Maio che accusa l’Italia di “abbandonare i poveri” e chiede di adottare il reddito di cittadinanza (costerebbe 14,9 miliardi), a Danilo Toninelli che torna ad attaccare sul “fallimento” dei Cie. Toninelli attacca anche l’inglese Guardian, per un articolo in cui si sottolinea la vicinanza tra il M5s e Putin e si afferma che il Pd starebbe sottovalutando “la possibile minaccia di interferenza russa nelle elezioni italiane”: “Sono terrorizzati che M5s possa vincere”, afferma il deputato grillino.

E sui social network la polemica politica si trasforma in schermaglia costante con i parlamentari Dem. Anche a colpi di ironia: “Cosa avrebbe detto una giuria popolare della notizie di Beppe Grillo a Malindi per festeggiare il capodanno?”, scrive su Facebook Stefania Covello, della segreteria Dem. Proprio Grillo, ricorda Covello, a Natale aveva elogiato la povertà.

(di Serenella Mattera/ANSA)