Domenica si vota in 37 Province, elezioni di secondo livello

ROMA. – Si chiude il 29 gennaio la tornata elettorale che ha visto per il 2016 il rinnovo degli organi di 71 su 76 delle nuove Province delle Regioni a Statuto ordinario con elezioni di secondo livello. Le 5 Province rimaste non sono interessate al voto poiché hanno avuto elezioni nel 2015. L’appuntamento numericamente più rilevante si terrà in ogni caso domenica prossima, 8 gennaio, quando si apriranno le urne per il rinnovo di 38 Consigli provinciali. Non bisogna dimenticare, inoltre, che altre 5 Province andranno al voto tra il 9 e l’11 gennaio, una il 29 gennaio. Il quadro si completa poi tenendo contro che in altri 27 Enti si è già votato tra settembre e dicembre scorsi.

Nel complesso, le elezioni già svolte e quelle che si terranno tra domenica prossima e la fine di gennaio, coinvolgeranno, per il voto nelle 71 Province, 61.127 elettori, vale a dire sindaci e consiglieri comunali in rappresentanza di 5.120 comuni coinvolti, chiamati ad eleggere 842 consiglieri e 16 Presidenti.

Da rilevare che nelle Province nelle quali si è già votato l’affluenza al voto è stata molto alta, con una media che si è attestata al 78%, con picchi che hanno sfiorato il 95% degli aventi diritto. Con le votazioni che si terranno tra domenica e la fine di gennaio si completa il quadro dei nuovi Presidenti e si procede al primo rinnovo dei consiglieri provinciali: in tutto, dunque, saranno 858 i nuovi eletti che amministreranno le Province a titolo gratuito.

Le Province interessate dal voto domenica prossima sono: Ancona, Ascoli Piceno, Belluno, Brescia, Brindisi, Chieti, Como, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Grosseto, Isernia, La Spezia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Monza-Brianza, Novara, Padova, Perugia, Pesaro-Urbino, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Taranto, Teramo, Terni, Verbano Cusio Ossola, Verona e Vicenza. A Matera, invece, l’apertura delle urne slitterà a mercoledì 11 gennaio a causa di un’allerta meteo che interesserà il capoluogo lucano nei prossimi giorni.

“I Sindaci e i consiglieri comunali – afferma il presidente dell’Upi Achille Variati – hanno fiducia in queste nuove Province e ne comprendono il ruolo, tanto che si mettono al servizio gratuitamente per amministrare al meglio i territori e partecipano attivamente alle elezioni.

Eppure rischiamo di arrivare al paradosso di enti saldi dal punto di vista della governance istituzionale, ma in default finanziario a causa dei tagli insostenibili delle manovre economiche: allo stato attuale – sottolinea Variati – nessuna Provincia è infatti in grado di approvare i bilanci, e la legge di bilancio licenziata in fretta dal Parlamento ha lasciato irrisolto questo grave problema.

Serve subito un decreto legge che risolva questa vera e propria emergenza, mettendo in sicurezza i bilanci e consentendo alle Province di continuare ad erogare quei servizi essenziali, a partire – conclude il presidente Upi – dalla gestione alla messa in sicurezza di strade, scuole superiori e ambiente, che noi Sindaci consideriamo diritti ineludibili delle nostre comunità”.

Secondo la legge Delrio gli organi delle nuove Province sono composti da: un Presidente di Provincia, che è un sindaco eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della Provincia (che resta in carica 4 anni); il Consiglio provinciale, che è composto da sindaci e consiglieri comunali eletti da sindaci e consiglieri dei comuni della Provincia (resta in carica 2 anni); l’Assemblea dei Sindaci, che è l’organo in cui siedono tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia.

Presidente Sindaco, Consiglieri Provinciali e Sindaci dell’Assemblea, eletti dunque con votazioni di secondo livello, non ricevono indennità per amministrare queste istituzioni, i cui costi della politica sono pari a zero.