Crisi per i grandi magazzini Usa, ma boom per Apple e Amazon

NEW YORK. – I grandi magazzini statunitensi sempre più in crisi, mentre prosegue il boom delle vendite online con Amazon e Apple a fare la parte delle regine. A Macy’s, catena della grande distribuzione attiva dal 1858 che annuncia una cura dimagrante con il taglio fino a 10.000 posti di lavoro e la chiusura di diversi punti vendita, si contrappone la volata di Apple, le cui vendite sull’app store toccano i 28,5 miliardi di dollari.

All’altra catena della Gdo, Sears, fondata nel 1886, che chiude 150 punti vendita e vende il marchio di utensili Craftman per cercare di fermare l’emorragia delle vendite, si contrappone Amazon che, in contro tendenza, apre la sua prima libreria reale a New York dopo essersi aggiudicata il 38% del mercato durante le festività.

Due realtà contrapposte che mostrano il cambio delle abitudini dei consumatori, incollati al proprio computer o smartphone per gli acquisti, e sempre più assenti nei punti vendita. I dati preliminari delle festività lasciano adito a pochi dubbi: le vendite online sono salite del 2,1%, quelle di Macy’s e Kohl’s fra novembre e dicembre sono calate del 2,1%. Il balzo complessivo delle vendite al dettaglio è stato durante le festività del 3,6%, superiore al 3% del 2015, ma è legato all’online, con Mastercard SpendingPulse che stima un aumento dell’e-commerce del 19%.

Il commercio tradizionale di conferma così sempre più in difficoltà, alle prese con una crisi che va avanti da anni e che mette i grandi magazzini nella stessa posizione dei piccoli esercenti anni fa, quando i big con la loro offerta e contando su enormi punti vendita li avevano cannibalizzati.

Il volto della crisi è Macy’s: se fino a pochi mesi fa aveva ostentato sicurezza, dicendosi ben posizionato per la stagione delle feste, il colosso annuncia un taglio fino a 10.000 posti di lavoro dopo le ennesime deludenti vendite. Un annuncio che fa seguito all’allarme di Kohl’s, che ha messo in guardia su vendite sotto le attese, e alle oltre 150 chiusure annunciate da Sears, costretto anche a vendere a Stanley Black & Decker il proprio marchio di utensili per 900 milioni di dollari. Annunci che si fanno sentire sui titoli in Borsa, con i tre colossi che accusano perdite superiori al 10%.

Non va bene neanche a Barner & Noble, le cui vendite calano del 9,1%. Amazon e Apple invece crescono. Per l’app store di Cupertino il primo gennaio è stata una giornata record, con 240 milioni di dollari di acquisti. Nel 2016 gli sviluppatori di app hanno guadagnato 20 miliardi di dollari, una cifra che implica, in base alla struttura dei prezzi di Apple, che le vendite sull’app store abbiano raggiunto i 28,5 miliardi di dollari, con una crescita del 40% rispetto all’anno precedente.

E’ boom anche per Amazon che, a dispetto delle chiusure dei tradizionali negozi, annuncia l’apertura della sua prima libreria reale a New York, al Time Warner Center, a pochi passi da Central Park. Un negozio reale per consentire ai clienti di scoprire nuovi prodotti e provarli prima di acquistarli. E che mostra come Amazon si stia spingendo al di la’ dell’online, guardando anche all’apertura di alimentari, dove recarsi solo per ritirare dopo aver ordinato e pagato online.