Dieci anni fa il primo iPhone, Jobs reinventò il telefono

Pubblicato il 06 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – “E’ un telefono avanti di cinque anni rispetto a qualunque altro”. Con queste parole il 9 gennaio del 2007 Steve Jobs lanciava il primo iPhone, un dispositivo che racchiudeva per la prima volta ben tre funzioni in un colpo solo: telefono, lettore di musica, la navigazione su Internet. Spariva la tastiera in favore del ‘touch’ e si apriva la strada al mondo delle app. Così Apple, dopo aver cambiato i computer con il Macintosh e aver stravolto l’industria musicale con l’iPod, reinventò il telefono per funzioni e design.

Sono passati solo dieci anni, un’era geologica per la tecnologica, e già si pensa all’iPhone dell’anniversario che dovrebbe essere completamente rinnovato. Il primo iPhone si chiamava 2G o Edge aveva un display piccolo rispetto a quelli attuali (misurava solo 3.5 pollici) ma all’epoca sembrava ampio. E, cosa impensabile per i tempi se si immagina l’allora popolare BlackBerry, Apple eliminò la tastiera e aprì al ‘touch’, ora familiare anche ai bambini.

Per ‘smanettare’ non c’era il pennino – a Steve Jobs non piaceva – ma per la prima volta fu introdotto l’uso delle dita, “il miglior puntatore con cui siamo nati” spiegò il co-fondatore di Apple in gran forma dal palco del Moscone Center di San Francisco. Morì poi il 5 ottobre 2011 e il giorno prima, alla presentazione dell’iPhone 4S, c’era un posto in prima fila vuoto con un cartello “riservato”. Fino all’ultimo momento la speranza che fosse occupato da lui.

Il primo iPhone arrivò sul mercato statunitense il 29 giugno 2007. Era costoso, si partiva da 499 dollari per il modello da 4GB, ma questo non impedì ad Apple di vendere circa 1,4 milioni di pezzi nei primi tre mesi. Tra settembre e novembre arrivò in Inghilterra, Germania e Francia e iniziò la febbre, anche in Italia, per procurarselo tramite amici e viaggi all’estero.

Altra caratteristica che distingueva l’iPhone era il sistema operativo, una spanna sopra rispetto ai telefoni dell’epoca. “Le persone che fanno davvero sul serio con i software dovrebbero costruirsi l’hardware da soli”, disse Jobs citando l’informatico Alan Kay.

L’anno dopo, il 9 giugno 2008, Apple annunciava l’iPhone 3G che combinava alle funzionalità già disponibili le prestazioni offerte dalle reti 3G. A luglio dello stesso anno arriva anche l’App Store, il negozio digitale che ha aperto un mondo: partito con 500 applicazioni oggi ne conta oltre 2 milioni e più di 130 miliardi di download. Solo nel 2016 gli sviluppatori di app hanno guadagnato 20 miliardi di dollari, il 40% in più dell’anno precedente.

Dal 2007 Apple ha lanciato ogni anno un nuovo iPhone migliorandone di volta in volta il design, i materiali impiegati, il display, la fotocamera, la batteria, la memoria, le funzioni, il processore, introducendo le chiamate video e l’assistente vocale Siri. Non senza intoppi, come l’antennagate nel 2010 (il telefono perdeva in ricezione se si impugnava in basso a sinistra) e l’iniziale flop delle mappe Apple ‘fatte in casa’ (2012, fu licenziato il responsabile del software).

In questi dieci anni è cambiato molto, la concorrenza si è fatta fortissima mentre il mercato degli smartphone è vicino alla saturazione. E Apple è sempre più consapevole che i contenuti e i servizi venderanno più dell’iPhone stesso.

L’appuntamento per il nuovo smartphone è per settembre 2017: l’iPhone 8, dovrebbe chiamarsi così quello del decennale, sarà totalmente rinnovato. Secondo le indiscrezioni avrà uno schermo curvo, un nuovo design di vetro e metallo, ricarica veloce e senza fili. E chissà, se per effetto dell’elezione di Donald Trump, la produzione si sposti davvero dalla Cina agli Stati Uniti.

(di Titti Santamato/ANSA)

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