Campidoglio, scoppia il caso delle microspie. Pm, mai intercettati

Pubblicato il 06 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – L’Epifania non si porta via tutte le polemiche sulla giunta M5S di Virginia Raggi. Alla Befana si apre il caso delle microspie. In un’intervista a un quotidiano, l’ex capo delle segreteria politica della sindaca, Salvatore Romeo, dice “io e Virginia sapevamo delle cimici in Comune dal secondo giorno di governo della città”. Il timore che le conversazioni negli uffici venissero intercettate li avrebbe portati a fare briefing sul tetto del Campidoglio, come in una foto che alcuni mesi fa ritraeva i due.

“Sul tetto ci saremo andati quindici volte – dice però Romeo -, quel giorno mangiavamo un panino, come sempre, poi è uscita fuori quella foto ed ecco che è scoppiato un caso”. “Cimici? Magari ce le mettessero, così almeno capiscono che non abbiamo nulla da nascondere”, risponde la sindaca ai giornalisti prima della processione dell’Epifania all’Aracoeli.

“Sentirebbero al massimo qualche parolaccia”, ironizza Raggi. E sul tetto del Comune “ci sono salita da quando ero all’opposizione perché è bellissimo – dice -. Ci sono salita a mangiare anche con Romeo e con chiunque”.

“Come facevano a sapere delle cimici?”, si chiede il presidente Pd e commissario romano Matteo Orfini. Romeo non spiega nell’intervista chi avrebbe dovuto mettere le cimici. Di solito quando si insedia una nuova amministrazione viene compiuta una bonifica degli uffici. La procura di Roma fa trapelare che nessuna attività di intercettazione ha riguardato gli uffici del Comune dopo l’insediamento della giunta Raggi.

Altro tema dell’intervista al Messaggero è il contenuto delle chat tra la sindaca, lo stesso Romeo, il vicesindaco Daniele Frongia e il capo del personale Raffaele Marra, contenute nelle carte dell’inchiesta che ha portato quest’ultimo in carcere per corruzione.

“Se ci sono gli omissis nelle carte dell’inchiesta, tali devono rimanere, perché non hanno rilevanza penale”, dice Romeo, secondo il quale le parti coperte dai magistrati sarebbero a carattere personale. Raggi prima risponde ai cronisti che “deciderà la procura” se togliere gli omissis, poi assicura di non avere nulla da temere dal loro contenuto.

Romeo ha lasciato la segreteria politica e Frongia il ruolo di vicesindaco a seguito dell’arresto di Marra, inquisito per vicende precedenti alla giunta Raggi. Entrambi erano considerati fedelissimi della sindaca. Sulla nomina di Romeo a capo della segreteria c’è un’inchiesta della Procura seguita ad un esposto dell’ex capo di gabinetto Carla Romana Raineri.

Al termine della processione del Bambinello dell’Aracoeli dal presepe in piazza del Campidoglio alla vicina chiesa la sindaca è stata intercettata sul sagrato da alcuni dei 1666 lavoratori licenziati dal call center Almaviva di Roma. “Raggi aiutaci”, le hanno detto. La sindaca prima di ricevere una delegazione in Campidoglio ha promesso “non vi dimentico” e fatto notare che “il reddito di cittadinanza (che propone M5S nazionale) non avrebbe fatto il minimo danno in questo caso”.

(di Luca Laviola/ANSA)

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