Iraq: governativi raggiungono il Tigri

Pubblicato il 09 gennaio 2017 da ansa

(ANSAmed) – BEIRUT, 9 GEN – Le forze governative irachene sono arrivate sulla sponda orientale del fiume Tigri nella loro offensiva per strappare all’Isis la città di Mosul. Lo riferisce la cellula per le informazioni del comando congiunto delle operazioni, citata dalla televisione curda Rudaw. I soldati di Baghdad sono arrivati sul fiume all’altezza di uno dei ponti, resi inagibili dai bombardamenti degli ultimi mesi. Non è stato annunciato quando cercheranno di attraversare il Tigri per raggiungere la sponda ovest, dove si trova il centro della città e dove rimangono trincerati i miliziani del ‘Califfato’.

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(ANSA) - BOLOGNA, 22 SET - Undici attivisti del collettivo bolognese Làbas sono accusati a vario titolo di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per i tafferugli nel giorno dello sgombero dell'ex caserma occupata in via Orfeo, l'8 agosto. La Procura di Bologna, secondo quanto riferito dalla stampa locale, ha inviato avvisi di fine indagine, atto che di solito precede la richiesta di processo, ai militanti identificati dall'informativa della Digos. Rischiano il processo gli attivisti che tentarono invano di impedire l'ingresso dei poliziotti. Furono sei gli agenti feriti, due con prognosi di 30 giorni mentre un funzionario della Digos ne ha avuti 15, colpito da una bottiglia e da un cerchione. Inchiesta chiusa, dunque, nel giro di un mese e mezzo. A sostegno delle ragioni di Làbas, ora alla ricerca di una nuova sede per riaprire le proprie attività, il 9 settembre è stato organizzato un corteo cittadino a cui hanno partecipato migliaia di persone. (ANSA).

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(ANSA) - PAOLA (COSENZA), 22 SET - Due fratelli sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Paola nell'ambito di un'operazione contro il caporalato. I due, titolari di un'azienda agricola, sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Da quanto accertato i due facevano lavorare in nero nella loro azienda migranti africani oltre a romeni e indiani e la paga variava in base al colore della pelle. I "bianchi", infatti, prendevano 10 euro in più degli altri, 35 euro contro 25 al giorno. I provvedimenti restrittivi sono stati disposti dal gip del Tribunale di Paola Maria Grazia Elia su richiesta della Procura della Repubblica nell'ambito di un'inchiesta sullo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza. Ai due fratelli, di 48 e 41 anni, è stata anche sequestrata l'azienda ed altri beni per un valore di due milioni circa.

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