Un mondiale di calcio “extralarge”, la Fifa pronta ad aprire a 48 squadre

Pubblicato il 09 gennaio 2017 da ansa

(Xinhua/Str)

ZURIGO. – Prima di assistere alla sfilata delle stelle del calcio mondiale sul tappeto verde in periferia di Zurigo nell’ambito dei ‘Best Fifa Football Awards’, in un grande albergo del centro, i membri del Consiglio della federcalcio mondiale preparavano l’importante riunione di domani. La quale potrebbe dare il via all’allargamento della Coppa del mondo da 32 a 48 (o 40 squadre) dal 2026. Mondiale extralarge, è già stato ribattezzato.

I club europei non lo vogliono, il sindacato mondiale calciatori dice sì, e anche Maradona applaude Infantino. Una cosa pare certa: a meno di imprevisti bloccaggi durante l’incontro, domani la Fifa prenderà una decisione. Si resta a 32 oppure si passa a 40 o 48 squadre. Anche perché non è possibile lanciare la procedura di candidatura se prima non viene definito il format. Probabile, stando anche alle ultime indiscrezioni, che si vada verso un ampliamento. E 48 è la cifra più verosimile.

Anche Diego Maradona, che ha preso parte in mattinata a Zurigo ad una partitella fra ”leggende” del calcio mondiale, si è espresso a favore del Mondiale a 48. E pare che l’Uefa, molto scettica fino a poco tempo fa – il presidente Aleksander Ceferin aveva detto a dicembre che mancavano informazioni sul Mondiale a 48 e che l’attuale format funzionava – sia pronta ad accettare. La maggioranza delle altre confederazioni pure, almeno stando a quanto dichiarato da Gianni Infantino alcune settimane fa.

Il presidente della Fifa gioca sul tema una parte della propria credibilità: al potere da poco meno di un anno, dovrà confrontarsi ad una nuova elezione fra due anni e mezzo. La scelta di domani constituirà un indicatore interessante, in quanto Gianni Infantino ha fatto dell’ampliamento del Mondiale uno dei suoi cavalli di battaglia, sin dalla campagna elettorale.

In un primo tempo aveva evocato una Coppa del mondo con 40 squadre. Due sistemi possibili: 8 gruppi da cinque squadre o 10 gruppi da quattro. Il progetto sarà sottoposto all’esecutivo ma pone qualche problema di ”leggibilità” dal punto di visto sportivo. Nella versione coi gruppi a quattro squadre, passerebbero le sei migliori seconde agli ottavi di finale, non si conoscerebbero subito le qualificate. Problema risolto con i gironi da cinque (avanti le prime due) ma molte gare di girone rischierebbero di essere inutili al fine della qualificazione.

Conscio del problema, Infantino ha quindi proposto di passare a 48 squadre. La sua prima idea era di ammettere direttamente al Mondiale 16 formazioni e far passare le 32 altre da uno spareggio per poi giungere a 32 e far partire la competizione tradizionale. Ma val la pena preparasi per un mese o più per giocare una sola partita?

Per questo motivo, la formula preferita da Infantino è sì un Mondiale con 48 squadre, ma divise in sedici gironi da tre. Passano le prime due ai sedicesimi di finale, ad eliminazione diretta e via così sino alla finale. Praticamente ogni partita sarebbe decisiva e la competizione non verrebbe allungata: tutto potrebbe svolgersi in 32 giorni.

Un punto decisivo per ottenere l’appoggio del sindacato internazionale dei calciatori (Fifpro): senza aumentare il numero di gare – resterebbero sette per le finaliste – un maggior numero di giocatori potrebbe partecipare al Mondiale. Un sogno dal punto di vista sportivo, e anche un un argomento ai fini contrattuali.

Sempre in tema finanziario, secondo uno studio della Fifa diffuso dai media svizzeri, un passaggio a 48 squadre permetterebbe di accrescere di 640 milioni di dollari (circa 600 milioni di euro) gli introiti derivanti dal Mondiale: salirebbero dai 3,54 miliardi previsti per Russia 2018 a 4,18 nel 2026. Sull’altro piatto della bilancia, l’allargamento provocherebbe un aumento del numero di partite (dalle 64 attuali ad 80).

Per organizzare la manifestazione, ci vorrebbero infrastrutture ancor più ingenti, a livello di stadi, ospitalità alberghiera, trasporti. Ed i costi, sempre secondo lo studio Fifa, lieviterebbero di circa 300 milioni di euro. Pochissimi paesi sarebbero in grado di ospitare un tale evento. Ma la Fifa, in occasione dell’ultima riunione del proprio Consiglio, ad ottobre, ha affermato autorizzare, anzi, incoraggiare, le candidature congiunte. Domani si decide

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