Pittella, io presidente del Parlamento Europeo garanzia per tutti

Pubblicato il 10 gennaio 2017 da ansa

BRUXELLES. – Promette di svolgere “un ruolo di garanzia per tutti” e spiega che serve “una nuova fase di bipolarismo” tra conservatori e progressisti: a una settimana dal voto a Strasburgo con cui il Parlamento europeo eleggerà il suo prossimo presidente, il candidato Gianni Pittella parla con l’ANSA di questi ultimi giorni di campagna. A tenere banco nel palazzo dell’eurocamera è ancora il mancato matrimonio tra Beppe Grillo e l’Alde di Guy Verhofstadt, uno degli avversari nella corsa per la presidenza.

“Un’operazione innaturale e incauta”, è la bocciatura che arriva dal candidato socialista: “apprezzo – dice – che alla fine si sia deciso come si è deciso”. Un passo falso, quello di Verhofstadt, che secondo molti potrebbe avvantaggiare gli altri concorrenti, quantomeno togliendo al candidato liberale i 17 voti dei pentastellati che sperava di incassare con il loro ingresso nel gruppo.

“Non so cosa faranno i colleghi 5 stelle – dice Pittella -. Io ho mandato la mia lettera programmatica a tutti, spero considerino il modo in cui intendo valorizzare tutti gli eurodeputati”. “In questi giorni – spiega – sto parlando con tutti, gruppi e singoli, tranne che con le forze xenofobe. Trovo una buona accoglienza rispetto alle mie proposte e al ruolo che intendo assumere nella veste di presidente del Parlamento europeo, un ruolo di garanzia per tutti, di un presidente inclusivo che cerca di recuperare la fiducia dei cittadini e delle cittadine europee”.

Pittella torna anche sull’accordo siglato nel 2014 tra popolari, socialisti e liberali che prevedeva una staffetta di metà mandato alla presidenza del parlamento, con i primi due anni e mezzo al socialista Schulz e con la seconda parte a un popolare.

“La staffetta – afferma Pittella – era prevista nell’ambito di un patto che prevedeva che i socialisti avessero la presidenza del Consiglio europeo. E’ assurdo e inaccettabile che tutte e tre le presidenze vadano ai popolari. Non aiuta la democrazia e non aiuta il lavoro”. Con il derby tra lui e il candidato del Ppe Antonio Tajani, in ogni caso, sono forti le possibilità che sia un italiano il prossimo presidente.

“Sarebbe un fatto storico – dice Pittella – perché sarebbe la prima volta per un italiano da quando il Parlamento europeo è eletto a suffragio universale. Ma sarebbe importante anche per le questioni che in questi anni l’Italia con il suo governo ha posto sul tavolo: dall’immigrazione al tema delle politiche economiche più espansive”.

(di Salvatore Lussu/ANSA)

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