Con l’aumento dell’età calano le nuove pensioni, -22% nel 2016

Pubblicato il 12 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – Calo significativo delle nuove pensioni liquidate dall’Inps nel 2016 soprattutto a causa dell’aumento dell’età pensionabile: nell’anno è scattato lo scalino di 4 mesi in più per tutti per l’accesso alla pensione, mentre per le donne gli scalini sono stati due con il passaggio complessivo per la vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 e 7 mesi. E’ il dato principale contenuto nel monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps, che ‘ufficializza’ il nuovo direttore generale, Gabriella Di Michele.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha infatti “firmato il decreto di nomina del direttore generale dell’Inps confermando la scelta, indicata dal presidente Boeri nel mese di dicembre, di affidare l’incarico” a Di Michele, che riceve gli auguri di buon lavoro dal presidente dell’istituto.

Le pensioni liquidate nel complesso sono state 443.477, il 22,19% in meno rispetto alle 570.002 del 2015. Nel secondo semestre la tendenza si attenua rispetto al primo (quando il calo era del 34%) con l’accesso alla pensione di coloro che erano stati bloccati nei primi mesi.

Per le donne quest’anno peraltro opera la salvaguardia per le nate nel 1952 che consente l’uscita a 64 anni e sette mesi se si hanno almeno 20 anni di contributi e 60 anni di età al 31 dicembre 2012. Nell’anno i requisiti per l’accesso alla pensione sono di 66 anni e sette mesi di età per la vecchiaia (65,7 per le donne dipendenti, 66 anni e 1 mese le lavoratrici autonome) e di 42 anni e 10 mesi di contributi per l’assegno anticipato (41 anni e 10 mesi per le donne).

Per gli assegni sociali (quelli erogati a chi è in una condizione economica disagiata) servono 65 anni e sette mesi. Per chi ha cominciato a versare dopo il primo gennaio 1996 e non ha maturato almeno 20 anni di contributi e un assegno superiore a 1,5 volte il trattamento dell’assegno sociale l’uscita è a 70 anni e 7 mesi.

L’Inps segnala un calo annuale consistente per i flussi di pensionamento di vecchiaia con un -30,28% (da 162.815 nuovi assegni nel 2015 a 113.500 nel 2016) e di uscita anticipata con un -28,56% (da 157.522 a 112.529). Cali meno consistenti si sono registrati per le nuove pensioni di invalidità (-15,98% a 43.423) e per quelle ai superstiti (-12,1% a 174.025). Un calo significativo è stato registrato anche dai nuovi assegni sociali passati da 48.297 a 34.411 (-28,7%).

Le pensioni liquidate nell’anno ai lavoratori dipendenti sono state 252.131 (-20,98%) mentre quelle ai coltivatori diretti sono state 28.882 (-21,5%). I nuovi assegni per gli artigiani sono stati 56.749 (-23,09%) mentre quelli per i commercianti sono stati 43.232 (-23,89%). In calo anche gli assegni ai parasubordinati (28.072) e i nuovi assegni sociali (34.411 con un -28,7%).

L’importo medio mensile di pensione nel 2016 è stato di 987 euro, lo stesso del 2015. Il dato è molto diverso per le varie tipologie di pensione con 643 euro medi per la vecchiaia, 1.929 euro medi per la pensione anticipata, 765 euro medi per l’invalidità e 657 per i nuovi assegni ai superstiti.

Per i lavoratori dipendenti le nuove pensioni in media valgono 1.221 euro mentre per i coltivatori diretti sono state in media di 615 euro. La pensione media degli artigiani in uscita nel 2016 è stata di 946 euro mentre per i commercianti è stata di 911 euro. La pensione per i parasubordinati usciti nel 2016 è stata in media di 192 euro al mese. I trattamenti di questi ultimi sono basati esclusivamente sul sistema contributivo e su versamenti fatti a partire dal 1996.

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