Migranti: presidenza Ue, bene l’intesa tra l’Italia e la Libia

ROMA. – L’accordo tra Italia e Libia sulla gestione del fenomeno delle migrazioni riceve il plauso della presidenza Ue. “Credo che l’accordo preparato dal governo libico e da quello italiano debba essere portato a livello europeo, il governo italiano debba essere aiutato e bisogna offrire alla Libia un pacchetto finanziario e anche aiuto logistico” ha detto il premier maltese Joseph Muscat, presidente di turno della Ue.

Per Muscat occorre cambiare strategia, “rompere il business model dei trafficanti” e comunque assumere delle decisioni ora, prima dell’arrivo della primavera, che segnerà, senza nuove decisioni, una nuova ondata di migranti verso l’Europa.

E l’Italia scende ancora in campo, questa volta guardando ai campi profughi dell’Etiopia. E’ stato firmato al Viminale un protocollo d’intesa tra la Cei, la Comunità di Sant’Egidio e il governo italiano per portare in Italia, attraverso i cosiddetti ‘corridoi umanitari’, cinquecento persone che vivono nei campi profughi in Etiopia, per lo più eritrei, somali e sud-sudanesi fuggiti dai loro Paesi in guerra. A sostenere il progetto saranno i fondi dell’8 per mille.

Intanto l’Italia “sta lavorando con grande impegno – ha sottolineato il ministro degli Esteri Angelino Alfano – per rafforzare la collaborazione bilaterale sul fronte del controllo dei punti di transito migratorio alla frontiera sud tra Libia e Niger e nel contrasto alla immigrazione illegale e al traffico di esseri umani”.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti, nell’incontro con il Commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopulos, ha ribadito la necessità dell'”impegno per trovare soluzioni e porre fine alle morti nel Mediterraneo”. Ma l’impegno dei Paesi europei nell’accoglienza ancora non risulta sufficiente. L’Unhcr ha sottolineato senza mezzi termini che “le cifre sui ricollocamenti sono troppo basse, davvero inaccettabili”.

E l’Alto Commissariato per i Rifugiati chiede alla Ue di prepararsi a “nuovi possibili flussi” esprimendo allo stesso tempo “forti preoccupazioni perché in diversi casi l’Europa pare non avere né un piano A né un piano B”.

Tornado all’accordo sui corridoi umanitari con l’Etiopia, il segretario generale dei vescovi, mons. Nunzio Galantino, ha sottolineato: “Troppo spesso ci troviamo a piangere le vittime dei naufragi in mare, senza avere il coraggio poi di provare a cambiare le cose: questo Protocollo consentirà un ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopi in condizioni di grande precarietà materiale ed esistenziale”.

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ha commentato: “Questo accordo per nuovi corridoi umanitari risponde al desiderio di molti italiani di salvare vite umane dai viaggi della disperazione. L’Europa, tentata dai muri come scorciatoia per risolvere i suoi problemi e troppe volte assente, guardi a questo modello di sinergia tra Stato e società civile replicabile anche in altri Paesi”.

Sant’Egidio sta per raggiungere un’intesa anche con il governo francese per replicare l’esperienza dei corridoi umanitari anche Oltralpe. A nome del governo, il prefetto Mario Morcone, Capo del Dipartimento immigrazione del Viminale, ha rilevato: “Siamo sempre attenti alle sollecitazioni di Papa Francesco e della Cei, che ora sta costruendo con noi un percorso per consentire a 500 persone di arrivare nel nostro Paese in condizioni di legalità e sicurezza. Speriamo che questa esperienza si possa allargare per offrire una opportunità a persone che sono in seria difficoltà”.

Sul fronte dei migranti da registrare infine l’ennesima frase choc del leader della Lega Matteo Salvini: “Bisogna salvare chiunque in mezzo al mare, ma poi riportarlo indietro. Bisogna scaricarli sulle spiagge, con una bella pacca sulla spalla, un sacchetto di noccioline e un gelato”.

(di Manuela Tulli/ANSA)