Terremoto: fuga dei turisti stranieri dalle Marche

Palazzo ducale di Urbino
Palazzo ducale di Urbino

VALFORNACE (MACERATA). – Meno 36% di turisti stranieri a ottobre, stop alla narrazione del ‘Marcheshire’. Se i dati elaborati dalla Coldiretti su statistiche della Banca d’Italia saranno confermati, il terremoto del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre scorsi ha inferto un colpo micidiale al turismo straniero nelle Marche, una meta scoperta relativamente tardi da inglesi, tedeschi, olandesi e americani, ma dove il connubio città d’arte, paesaggio, buon cibo si è ormai affermato come un brand riconoscibile nel mondo.

Nel 2015 i turisti dall’estero erano stati 115 mila, da gennaio a ottobre scorsi sono scesi a 74 mila, con una spesa media passata da 34 a 19 milioni di euro. Una brusca inversione di tendenza rispetto ai primi 8 mesi dell’anno, quando i viaggiatori stranieri erano già a quota 945 mila, quasi il doppio del 2015. E ”la preoccupazione vera” ammette l’assessore regionale al Turismo e Cultura Moreno Pieroni, ”è per il 2017”, tanto che è partita una massiccia campagna promozionale sulle reti Rai, e 3,5 mln di euro dei Fondi europei 2018-2019 verranno impegnati per la comunicazione turistica.

”I miei clienti sono per lo più inglesi” racconta Maccario Aureli, titolare di un agriturismo con azienda agricola biologica a Valfornace, comune del Maceratese nato dalla fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte, nel cuore del Parco dei Sibillini e del cratere. ”Vengono qui in cerca di relax. Una settimana-dieci giorni, li vedi seduti lì fuori sulla panca, leggono molto, fanno passeggiate. Chissà se tornano”.

Delle 15 camere della struttura ”5 sono inagibili. Dopo la ‘botta’ di agosto le prenotazioni erano riprese, per il ponte di Ognissanti c’era il tutto esaurito, poi solo disdette”. Ora i clienti sono gli sfollati del sisma, e ”tecnici e ingegneri che vengono ad annusare l’aria, la ricostruzione si sa di lavoro ne porterà tanto”.

Al momento comunque ”è tutto fermo, niente casette in paese, e io non posso neppure riparare i danni a mie spese”. Dimezzato pure il reddito legato alla vendita diretta: ”il ciauscolo, la carne bovina, lenticchie e ceci che coltiviamo nei nostri 120 ettari bio”, l’altra gamba del turismo ‘acchiappa stranieri’, quella legata ai sapori del viaggio in Italia.

E benché il sisma abbia risparmiato tanti gioielli del Grand Tour nelle Marche, come il Palazzo ducale di Urbino, la paura delle scosse scoraggia i visitatori anche lì. ”A novembre e dicembre gli ingressi sono rimasti più o meno gli stessi dell’anno precedente” dice il direttore della Galleria delle Marche Peter Aufreiter, ”ma con la mostra della Venere di Tiziano e quella sui Giocattoli nel Rinascimento mi sarei aspettato un incremento di almeno il 30%, che invece non c’è stato”.

(di Cristina Morbiducci/ANSA)