Sindaca da sei mesi, Appendino e già la più amata

Foto LaPresse - Marco Alpozzi
Foto LaPresse – Marco Alpozzi

TORINO. – “I numeri fanno piacere, ma sono solo numeri”: Chiara Appendino, sindaca di Torino da sei mesi e già la più amata, commenta così la classifica sul gradimento degli amministratori dell’Istituto Ipr Marketing per il Sole 24 Ore, che la colloca al primo posto. “La vera sfida – sostiene la vincitrice del Governance Poll 201 – è ricucire la fiducia tra cittadini e istituzioni”.

Appendino, che ha conquistato per il Movimento 5 Stelle una città da oltre vent’anni governata dal centrosinistra con i sindaci Castellani, Chiamparino e Fassino, ha ereditato un’istituzione in tutt’altra situazione rispetto alla capitale, dove l’altra sindaca grillina, Virginia Raggi, è risultata penultima in classifica. Ritiene però, come ha detto nella conferenza stampa di fine anno, bilancio dei primi sei mesi del suo mandato, che “Torino era una città divisa in due e lo è ancora”.

Ma “registro tra i cittadini – aveva affermato in quell’occasione – una forte speranza per il futuro”. “Le idee sono molte – aveva detto Appendino – e anche se le risorse sono poche, c’è tanta voglia di lavorare, per cui confido che nel 2017 la città possa ripartire”.

Appendino ha rivendicato di aver saputo in sei mesi “mettere ordine nei conti con una manovra da 58 milioni che ha anche messo in sicurezza i servizi”. E per l’anno appena iniziato, ha annunciato, “le sfide sono molte, a partire dalle periferie”.

Fra le iniziative già realizzate, l’uscita del Comune di Torino dall’Osservatorio sulla nuova linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione, gesto di nessun rilievo pratico sull’opera ma di forte significato simbolico per il suo elettorato. Fra i dossier più scottanti, anche l’addio degli editori milanesi al Salone del Libro di Torino, vicenda gestita in piena “concordia istituzionale” con il presidente regionale Chiamparino. L’azione più contestata è stata quella contro la sosta selvaggia, con la stangata di multe natalizie.

Ma il vero senso della sua amministrazione, questo il convincimento della sindaca torinese, non è l’aver agito in continuità o in discontinuità con i predecessori, tema che invece appassiona detrattori e sostenitori. Il segreto sarebbe ancora una volta nello spirito subalpino della città: “Non esiste un interruttore ‘on-off’ – ha dichiarato infatti Appendino – il cambiamento va fatto con senso sabaudo”.