Si complica il confronto sulla legge elettorale

Pubblicato il 16 gennaio 2017 da ansa

ROMA. – Si complica il confronto sulla legge elettorale che si è ormai intrecciato a quello interno al centrodestra e al centrosinistra sulla natura delle due rispettive coalizioni, le quali vengono ormai messe in dubbio almeno da Silvio Berlusconi. In questo quadro M5s ribadisce di non volersi sedere ad alcun tavolo, e di puntare tutto su una sentenza auto-applicativa della Corte costituzionale, attesa per il 24 gennaio. Ma la vera data clou è il 10 febbraio, quando usciranno le motivazioni della sentenza, che forniranno delle indicazioni tecnico costituzionali rilevanti.

Se domenica avevano detto la loro Matteo Renzi e Silvio Berlusconi in altrettante interviste, lunedì è stata la volta di Pierluigi Bersani e Matteo Salvini, con idee divergenti rispetto a quelle del primo e del secondo. Renzi si era intestato i 13 milioni di sì al referendum confermando la sua preferenza per il ballottaggio, qualora fosse confermato dalla sentenza della Consulta, e in subordine per il Mattarellum.

Bersani, e con lui Miguel Gotor in un’altra intervista, ha contestato l’impostazione di Renzi, proponendo un Pd più spostato a sinistra e coalizzato semmai con chi è alla sua sinistra, anziché con i centristi. La legge elettorale potrebbe essere allora o un proporzionale con premio di governabilità o anche un sistema con collegi come il Mattarellum. E su questo Renzi ci starebbe.

Anche più acceso il dibattito nel centrodestra, dove al proporzionale lanciato da Berlusconi (che implica l’abbandono della coalizione o un suo affievolimento), ha replicato Matteo Salvini che ha rilanciato il Mattarellum, che però implica anche una solida coalizione. Ma la divergenza insanabile riguarda la leadership, rivendicata per sé tanto dall’ex Cavaliere quanto dal leader del Carroccio.

Questo ulteriore inasprimento del dibattito interno ai due Poli, rende più complicato quello sulla legge elettorale, anche perché M5s con Danilo Toninelli ha precisato che si sfilerà dal confronto in ogni caso: punta tutto a una sentenza della Corte autoapplicativa. Uno scenario che potrebbe anche non verificarsi, nel senso che la legge che uscirà il 24 gennaio potrebbe non rispondere al requisito richiesto dal presidente Mattarella, ossia che le leggi di Camera e Senato siano almeno omogenee.

Se dunque il Parlamento dovrà legiferare, il Pd, che ha il maggior numero di deputati e Senatori, si troverebbe privo di un possibile partner. E visto che al Senato la Lega (favorevole al Mattarellum) ha solo 12 seggi, i Dem dovrebbero comunque dialogare anche con Fi che di collegi non vuol sentir parlare.

In attesa della sentenza della Consulta, sia che salvi il ballottaggio sia che lo affossi, i partiti stanno entrando nell’idea di attendere le motivazioni della sentenza, che giungeranno il 10 febbraio, come ha detto Francesco Paolo Sisto (Fi). In esse, infatti, vi saranno spiegazioni e vincoli che escludono alcuni sistemi o che indirizzano su alcuni di essi.

A complicare il lavoro di giudici costituzionali, ci si sono messi gli avvocati che hanno presentato ricorso contro l’Italicum: hanno chiesto di dichiarare illegittimo il voto di fiducia posto alla Camera in terza lettura su quella legge. Se venisse accolta la richiesta – cosa però poco probabile – verrebbe meno l’intero Italicum e la Corte non si pronuncerebbe sul merito della legge. A quel punto avremmo ancora il Consultellum vale a dire il proporzionale puro uscito dalla sentenza numero 1 del 2014 che dichiarò illegittimo il Porcellum.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

Ultima ora

05:05Curry, ‘giornata surreale, Trump non si comporta da leader’

NEW YORK - ''Una giornata surreale'': cosi' la stella della Nba Stephen Curry commenta l'affondo del presidente americano Donald Trump che gli ha ritirato l'invito alla Casa Bianca. ''Non so perche' sente la necessita' di prendere di mira certe persone piuttosto che altre. Io un'idea ce l'ho, ma questo non e' quello che fa un leader''.

04:56James ancora contro Trump, usa sport per dividere Paese

NEW YORK - LeBron James torna ad attaccare Donald Trump, stavolta con un video: ''Mi sento frustrato, perche' questa persona che abbiamo messo al potere dopo quello che e' successo dopo Charlottesville sta tentando di usare lo sport per dividere ancor di piu' il popolo americano. E non e' una cosa che posso tollerare, non e' una cosa su cui posso tacere''. Oltre al caso del suo collega della Nba Stephen Curry, James critica Trump anche per aver chiesto di licenziare i giocatori di football americano che non cantano l'inno in segno di protesta.

04:41Londra: 6 feriti in attacchi con acido, no terrorismo

LONDRA - Sei persone sono state ferite ieri sera in diversi attacchi con acido in un centro commerciale a Stratford, nella zona orientale di Londra. La polizia ha arrestato un uomo, sospettato di lesioni personali gravi e ne sta cercando altri. Un portavoce ha dichiarato che la polizia esclude il movente terroristico e ha aggiunto che le persone ferite non sono in pericolo di vita.

04:36Trump, test dimostra accordo Iran non e’ un granche’

NEW YORK - "L'Iran ha appena testato un missile balistico capace di raggiungere Israele. E stanno anche lavorando con la Corea del Nord. Non e' un granche' di accordo quello che abbiamo": cosi' il presidente americano, Donald Trump, commenta il test su un nuovo missile balistico eseguito da Teheran.

23:38Calcio: Udinese in ritiro da lunedì

(ANSA) - UDINE, 23 SET - L'Udinese andrà in ritiro da lunedì. Lo ha deciso la società dopo la sconfitta di questo pomeriggio con la Roma, la quinta in sei gare da inizio campionato. Il ritiro, annunciato in serata dal club con una breve nota, è stato deciso "per preparare al meglio l'importante sfida di sabato prossimo con la Sampdoria". Una partita dal risultato che appare obbligato per i bianconeri, ancora fermi a 3 punti in classifica.

23:30Calcio: Baselli si scusa, ‘troppa voglia derby,ho sbagliato’

(ANSA) - TORINO, 23 SET - "Avevo troppo voglia di derby, tenevo troppo a questa partita. Ho sbagliato". Daniele Baselli commenta così, su Twitter, l'espulsione che ha condizionato la prestazione del Torino, battuto 4-0 dalla Juventus. "Chiedo scusa ai miei compagni, ai nostri tifosi, alla società", aggiunge il giocatore granata, che posta la foto in cui esce dal campo. "Superfluo aggiunge altro. Momento durissimo - scrive il centrocampista -. Mi assumo tutte le responsabilità. Sempre e comunque forza Toro".

23:18Serie A: Juve padrona, demolisce Toro 4-0 e fa suo il derby

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Una Juve padrona all'Allianz Stadium fa suo il derby della Mole, cancellando il Torino 4-0. Primo tempo sontuoso degli uomini di Allegri che prima a passano in vantaggio grazie al 9/o gol stagionale di Dybala e poi approfittano di uno sciagurato fallo di Baselli che costa al centrocampista granata il doppio giallo e l'inevitabile espulsione. Era il 25' e da lì la partita è corsa su un unico binario: il raddoppio di Pjanic al 40', il tris firmato da Alex Sandro al 12' st e il sigillo ancora del n.10 argentino allo scadere. Il punteggio sarebbe addirittura potuto essere ancora più severo per i granata, ma i pali, le parate di Sirigu e l'imprecisione degli attaccanti bianconeri hanno limitato i danni. Higuain ha iniziato in panchina per poi entrare negli ultimi dieci minuti. La squadra di Mihajlovic paga caro l'errore di Baselli ma già l'approccio alla gara non era stato dei migliori, sentendo forse troppo il match a cui per la prima volta dopo anni erano arrivata senza i panni dell'eterna sconfitta.

Archivio Ultima ora