Raggi: “Roma è difficile ma ora si cambia, datemi tempo”

Pubblicato il 17 gennaio 2017 da redazione

Roma: Raggi

ROMA. – Virginia Raggi non molla. All’indomani della classifica Ipr Marketing 24 ore sul gradimento degli amministratori locali che registra un crollo dei suoi consensi, la sindaca di Roma rilancia con determinazione la sua azione amministrativa: governare Roma “non è un peso ma un onore – dice a ‘di Martedì’ su La7 -, certo è una città difficile, ci sono responsabilità, le conoscevamo prima di candidarci e siamo pronti a farcene carico come stiamo già facendo. La città sta cambiando ma quando si costruisce un palazzo si deve fare la buca, scavare, costruire le fondamenta. Gli operai sono a lavoro” per fare “solide fondamenta. Datemi tempo”.

L’inquilina del Campidoglio dice senza mezzi termini che “la macchina amministrativa è uscita fuori da Mafia Capitale a pezzi” e rimarca la responsabilità condivisa con tutto il Movimento nel governo della città. A suo parere nel M5S “divisioni non ce ne sono, c’è dibattito. Ci siamo tutti assunti un compito molto complesso” a Roma, “ciascuno si sta facendo carico di un pezzetto di questa responsabilità”.

Sul caso Marra, il fidato dirigente comunale poi arrestato con l’accusa di corruzione, fa di nuovo mea culpa: “Gli ho dato fiducia e ho commesso un grave errore di valutazione, oggi non lo rifarei”. Il background che dipinge però è questo: “L’amministrazione capitolina ha un dirigente su quattro indagato”.

Raggi nei primi mesi di mandato ammette alcuni sbagli nelle “valutazioni” di “alcune nomine”, precisando: “Non siamo immuni dagli errori ma quando li facciamo li ripariamo, si capisce se le persone imparano dagli errori quando non li ripetono”. In caso le arrivasse un avviso di garanzia, spiega che gli avvisi “si leggono, si valuta e si prendono le determinazioni conseguenti. Dipende dal caso specifico. Per quanto mi risulta non sono indagata”.

Poi spende parole di apprezzamento (“una ragazza eccezionale”) per l’altra sindaca a Cinque Stelle, Chiara Appendino che in classifica è risultata la più amata in Italia, chiarendo, però, che “ognuno deve fare il sindaco della propria città. In Italia c’è Mafia Capitale non Mafia Sabauda – aggiunge – dunque è ovvio che io mi debba opporre alla macchina, è una situazione diversa”.

La prima cittadina ha incontrato i suoi assessori per una riunione organizzativa, per rilanciare l’azione del Campidoglio: ognuno racconta le azioni intraprese negli scorsi mesi e quelle da intraprendere, cercando nella sinergia con i colleghi un nuovo impulso. Tra le prossime scadenze di Palazzo Senatorio ci sono il bilancio previsionale 2017-19 che dovrebbe approdare in giunta questa settimana e un responso sul nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle.

“L’alternativa non è tra grandi opere e immobilismo – afferma Raggi -. C’è una terza via ovvero le opere necessarie per i romani. Io mi rivolterei, mi darei una possibilità: il tempo, lo stesso tempo che è stato dato gli altri sindaci”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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