Trema ancora il Centro Italia. Un morto, crolli e paura

Maltempo:ancora 100 mila utenze senza elettricit?? in Abruzzo Una foto scattata da un elicottero della Polizia di Stato sull'emergenza neve a Chieti, 18 gennaio 2017. ANSA / Ufficio Stampa Polizia di Stato

ROMA. – A cinque mesi dal primo, devastante terremoto, torna a tremare l’intero Centro Italia: 4 scosse di magnitudo superiore a 5 hanno fatto rivivere l’incubo a centinaia di migliaia di persone in Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, già provati da mesi di vita in condizioni difficilissime. Il bilancio, per ora, è di una vittima e di un disperso.

“Ogni scossa aggrava le condizioni dei cittadini, ma aumenta anche la nostra determinazione a star loro vicini e ad aiutarli” dice il capo dello Stato Sergio Mattarella. Dai territori devastati sale il grido di dolore dei sindaci, unito alla richiesta di aiuti ed a qualche protesta. La Protezione civile parla di “condizioni estreme” ed invia più uomini e mezzi così come la Difesa. Predisposti i servizi anti-sciacalli.

“Diverse zone non sono state raggiunte, abbiamo contatti ma molte zone sono isolate. Il tutto reso più difficile dalla viabilità”, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha anche invitato ad evitare spostamenti.

La vittima è un uomo di 83 anni rimasto sepolto nel crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo), a causa delle nevicate e delle scosse di stamattina. C’è poi un disperso ad Ortolano, un uomo travolto da una slavina che si è staccata sopra le case della frazione di Campotosto (L’Aquila). In serata sono state sospese le ricerche che riprenderanno domani mattina.

Aringo di Montereale (L’Aquila), vicino all’epicentro del terremoto di oggi, 18 gennaio 2017. ANSA

Decine poi le frazioni isolate, che i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere a causa delle forti nevicate. Al terremoto si aggiunge infatti un’ondata di maltempo che non dà tregua ormai da giorni e che sta interessando proprio le zone colpite dal sisma.

La prima scossa è stata registrata dagli strumenti dell’Ingv alle 10.25, con magnitudo 5.1 ed epicentro a 9 km di profondità nei comuni di Montereale, Capitignano, Pizzoli, Barete e Campotosto, in provincia de L’Aquila, e di Amatrice, in provincia di Rieti. La seconda, la più forte, è arrivata alle 11.14, un 5.5 sempre nelle stesse zone e alla stessa profondità. Dopo 11 minuti ancora un’altra scossa, 5.3, una decina di chilometri più a sud, seguita da decine di repliche alcune sopra il 4. E alle 14:45 un altro 5.1, sempre nell’area di Campotosto.

“Mai vista”, dice l’Ingv, una serie simile a questa. Ad attivarsi, spiegano gli esperti, “è la stessa faglia” che ha distrutto Amatrice e Pescara del Tronto il 24 agosto, anche se a generare il terremoto di oggi è stato un “segmento diverso”. Dal 24 agosto sono state registrate 45mila scosse e la sequenza non è ancora terminata.

Le centrali operative dei Vigili del fuoco e della Protezione civile hanno ricevuto decine di chiamate per informazioni e segnalazioni di persone isolate. Diversi i crolli nelle zone già devastate: ad Amatrice è venuto già quel che restava del campanile della chiesa di Sant’Agostino e decine di crolli sono segnalati nelle frazioni già distrutte il 24 agosto, come a Campotosto, Aringo e Poggio Cancelli, dove la gente non riesce a scappare a causa della neve. I soccorsi sono proseguiti senza sosta.

Vigili dell fuoco all’opera in Abruzzo. Nelle zone al confine tra Lazio, Marche e Abruzzo interessate dalle scosse di questa mattina stanno operando già 750 vigili che erano presenti in zona per gli interventi di messa in sicurezza dopo i terremoti
di agosto e novembre. L’Aquila, 18 gennaio 2017. ANSA/ UFFICIO STAMPA VIGILI DEL FUOCO

A Castiglione Messer Raimondo (Teramo) una giovane ed un bambino rimasti sepolti sotto le macerie di una casa crollata sono stati estratti vivi dai vigili del fuoco in ipotermia. Anche a Roma il terremoto si è sentito in maniera molto netta: nella Capitale sono state evacuate le scuole e molti uffici pubblici, chiuse le due linee della metropolitana.

“Che devo dire, mi chiedo se abbiamo fatto qualcosa di male – commenta sconsolato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi – abbiamo due metri di neve e frazioni isolate, stiamo aspettando le turbine per rimuovere i cumuli di neve, questa è la priorità. Ci mancava solo l’ennesimo terremoto. Venerdì dovremmo consegnare altre casette, ma ormai viviamo giorno per giorno, quello che accadrà domani non lo so”.

“Quando stavamo per dimenticarcene, perché da dieci giorni non sentivamo più niente – aggiunge il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci – ecco un’altra mazzata. La situazione è disastrosa”.

“Ci sono state 3 scosse violentissime – racconta Donato De Santis, cittadino di Montereale – paragonabili a quelle del 2009 e del 24 agosto. Vorremo scappare e metterci in salvo, ma siamo bloccati dalla neve”.

Un grido d’allarme arriva anche dal presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, “Aiutateci, ci sono centri isolati per neve e non riusciamo a capire se ci siano o meno danni”.

Campotosto (AQ)
ANSA/ CLAUDIO LATTANZIO

Nelle zone colpite dal sisma sono già presenti 750 vigili del fuoco e sono in arrivo altri 100 uomini delle squadre Usar, uomini esperti in ricerca e soccorso sotto le macerie. Ma il problema principale è la neve, i cumuli lungo le strade rendono infatti difficilissimo il raggiungimento delle frazioni più isolate.

“E’ una situazione abbastanza complicata – conferma Curcio – in quelle zone sta nevicando da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà a nevicare nelle prossime ore”. Curcio è stato in contatto fin dalla mattina con il premier Paolo Gentiloni, a Berlino per l’incontro con la cancelliera Merkel, informandolo sugli sviluppi della situazione.

Il premier ha chiesto al ministro della Difesa Roberta Pinotti un rafforzamento dell’impegno dell’esercito. “Siamo già presenti in quelle zone – ha detto il titolare di via XX Settembre – ed ora stiamo allertando altri assetti che provengono sia dal nord che dal sud Italia proprio per dare il massimo di disponibilità”.

E anche l’Europa si fa sentire: “Forniremo tutti gli aiuti a nostra disposizione, affinché l’Italia non sia lasciata sola” dice il presidente Ue Jean Claude Junker.