Prima riunione della Bce nel 2017, verso la conferma delle misure in campo

ROMA. – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea torna al lavoro per la prima riunione di politica monetaria del 2017 e dovrebbe confermare tutte le misure straordinarie messe in campo finora per cercare di far risalire l’inflazione vicino all’obiettivo del 2% nell’Eurozona.

L’attenzione, secondo diversi osservatori, sarà così concentrata sul linguaggio del presidente, Mario Draghi, nella consueta conferenza stampa che segue il meeting del Board, per provare a cogliere eventuali segnali sull’orientamento della politica monetaria dell’Eurotower nei prossimi mesi alla luce del recente rialzo a sorpresa dell’inflazione nell’Eurozona.

Draghi “adotterà un linguaggio piatto ed uniforme così da mantenere intatti i segnali trasmessi in precedenza e non generare aspettative su un cambiamento a breve della politica monetaria della Bce, nonostante l’aumento dell’inflazione”, spiegano gli analisti. In base ad un sondaggio Bloomberg, il Presidente Bce aspetterà almeno fino a settembre prima di annunciare un eventuale cambio di rotta rispetto a quella delineata a dicembre.

Nell’ultima riunione dell’anno scorso Francoforte ha dato una stretta agli acquisti dei titoli e contemporaneamente allungato il Qe fino alla fine di quest’anno. Da aprile la Bce comprerà 60 miliardi di titoli al mese, in calo dagli 80 miliardi attuali.

Ma proprio l’accelerazione a sorpresa dell’inflazione nell’Eurozona, salita all’1,1% a dicembre dallo 0,6% di novembre, rende più difficile per Draghi difendere il Qe dalle argomentazioni dei ‘falchi’, che spingono per un’uscita graduale dalle misure straordinarie già da primavera. Secondo gli analisti, all’interno del board i ‘falchi’, guidati dal tedesco Jens Weidmann, aspettano solo le prossime previsioni Bce di marzo sull’inflazione, che potrebbero mostrare una solida ripresa dei prezzi al consumo nell’Eurozona, prima di lanciare la loro offensiva contro il Qe.

In Germania le pressioni su Draghi affinché inizi a ridurre il piano di acquisto titoli sono particolarmente acute dopo che il tasso d’inflazione a gennaio è volato all’1,7%. Il potente ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto senza giri di parole che “sarà presumibilmente giusto se la Bce quest’anno inizierà a osare l’avvio dell’uscita” dal Qe.

Per il presidente dell’istituto economico Ifo di Monaco, Clemens Fuest, il salto dell’inflazione in Germania e nell’Eurozona “è un segnale per l’uscita dalla politica monetaria espansiva” e che una uscita dal piano potrebbe partire dal prossimo aprile, diminuendo di 10 miliardi di euro al mese l’acquisto di titoli.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)