La rivoluzione d’Infantino: flop o beneficio per il calcio?

Pubblicato il 19 gennaio 2017 da redazione

CARACAS – La rivoluzione dell’italo-svizzero Gianni Infantino é completata. Il mondiale di calcio cambia formato e diventa maxi: accadrá dall’edizione 2026 con una sede ancora da definire, ma stando ai rumors potrebbe andare al terzetto Canada – Stati Uniti – Messico. Con l’allargamento parteciperebbero alla kermese iridata 48 nazionali con l’idea di tenere dentro tutti o quasi. Quella del neo presidente della Fifa é una svolta che aveva annunciato subito dopo la sua elezione e che il Consiglio della Fédération Internationale de Football Association ha approvato lo scorso 10 gennaio. Come ogni cambiamento epocale, anche quello che interessa la competizione più importante del panorama calcistico divide e suscita un vespaio di polemiche. Abbiamo interpellato diversi italo-venezuelani per sentirne il parere.

Enrique Veloccia, noto per i suoi Try Out omologati dalla New Winners, ci dice: Cosa penso? Da tempo circolava questa idea nel seno della Fifa, non é una cattiva idea quella di avere 48 squadre al Mondiale. In questo modo, molte nazionali avranno la possibilitá di arrivare alla kermese iridata. Sempre accadrá che una big non vada al mondiale. Se penso sia una cosa buona? É una cosa buona per le federazioni, per i club ed i giocatori: in caso di qualificazione otterranno maggiori benefici economici. Se gli toglie qualitá al Torneo? Definitivamente sí, l’attenzione ruoterebbe intorno alle qualificazioni che é dove vedremo le squadre di maggior qualitá. Gli ultimi mondiali hanno perso quella magia, questo esperimento é abbastanza viabile ed aiuterá a migliorare la credibilitá da parte degli spettatori. Se il Venezuela potrá qualificarsi con questo sistema? Sarebbe logico, dovremmo staccare quel tanto desiderato biglietto. Fino al 2022 molti giocatori venezuelani si faranno conoscere all’estero, un mondiale ci aiuterebbe a farci conoscere come un paese dove il calcio é una cosa seria, allontanandoci dalle realtá dello sport nazionale”.

Prisco Palumbo, comerciante e tifoso dell’Inter, confessa: “E’ assurdo, é una pazzia sportiva che guarda solo ai fini economici e non a quelli del calcio. Che tristezza questa pazza idea della Fifa. Pensavo che con Infantino le cose nel seno della Fifa avrebbero preso una strada per il bene dello spettacolo, ma vedo che continuano ad essere solo per il bene delle loro tasche. Considero che il formato attuale, quello con 32 squadre sule 204 que partecipano alle qualificazioni sia il limite massimo. Al mondiale deve partecipare l’elite, allargarlo ci regalerebbe delle goleade scandalose. Se la vinotinto si qualificherá? Penso di sí, in un girone di 10 squadre con sei qualificate direttamente ed una tramite play off: se non otteniamo uno dei posti é maglio che ci dedichiamo ad altro”.

Dal canto suo Vittorio Fioravanti, noto personaggio della nostra colletivitá, ci dice: “Non credo che sarò ancora ‘vivito y coleando’ quando questo accadrà, ma immagino che un Mondiale di Calcio – anche così come lo vogliano riorganizzare – non possa perdere il suo fascino né l’attrazione di ogni differente incontro. Dal punto di vista tecnico, dopo una prima fase di studio il torneo entrerà nel drammatico scenario degli scontri diretti e acquisterà la spettacolarità di sempre, magari anche per l’inattesa presenza di una sorprendente selezione debuttante. Chi vivrà, vedrà!”.

La FIFA non ha ancora annunciato a quali confederazioni verranno assegnati i nuovi sedici slot disponibili dal 2026 (nel comunicato ufficiale si legge che verranno decisi entro maggio). In questo senso, bisogna tornare alle parole di Infantino. Che non facevano riferimento solo all’egemonia culturale di Europa e Sud America su questo sport, ma anche, forse, ai probabili perdenti in questa partita.
UEFA e CONMEBOL, la confederazione europea e sudamericana, al Mondiale sono infatti già sovrarappresentate (attualmente detengono un massimo di 19 posti su 32, cioè praticamente il 60% del totale) e saranno sostanzialmente escluse dal processo d’espansione (a parte forse la UEFA, che chiede 16 posti invece degli attuali 13). I sedici nuovi posti, quindi, andranno quasi nella loro totalità a tre confederazioni: l’AFC (asiatica), la CAF (africana) e la CONCACAF (Nord America, Centro America e Caraibi).

Non è una sorpresa, quindi, che la UEFA, che alle elezioni di febbraio ha appoggiato Infantino ufficialmente, abbia preso questa espansione in maniera piuttosto fredda. Nel suo comunicato ufficiale, l’organizzazione guidata da Ceferin ha fatto sapere di aver sostenuto il nuovo formato solo perché “era chiaro che tutte le altre confederazioni fossero in grande maggioranza a favore” e inoltre si è detta “soddisfatta di essere riuscita a posporre la decisione finale riguardo all’allocazione degli slot per ogni confederazioni nel futuro formato della Coppa del Mondo”. Una battaglia che forse, quindi, spera ancora di poter vincere.

Chi l’ha presa ancora peggio, se possibile, è il mondo dei club e delle leghe europee. L’ECA (la European Club Association, l’organizzazione che riunisce i principali club europei) ha rilasciato un comunicato molto duro, in cui si dice contraria al nuovo formato, che ritiene non necessario e basato su “ragioni politiche più che sportive”. Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha addirittura fatto sapere che il campionato spagnolo impugnerà la decisione della FIFA davanti ai tribunali sportivi di Bruxelles e Nyon. Una decisione, nelle parole di Tebas, che pregiudica il mondo del calcio professionistico.

Giorgia Cantelmo, studentessa di architettura e tifosa del Milan, ci da il suo parere: “La scelta di allargare a 48 squadre non risponde solo alla necessitá di portare dentro la rassegna piú importante il maggior numero di realtá. É un’abile mossa di un presidente molto político che, così facendo, blinda un consenso a suo favore da parte del secondo e terzo mondo del pallone. Il mondiale allargato é una questione di soldi. Piú nazionali vuol dire: piú sponsor, piú partite ovvero piú soldi. Uno studio recente ha stimato che con questo format la Fifa avrá degli introiti di oltre 600 milioni di euro. Altri sondaggi dicono che queste cifre sono vicine al miliardo di euro”.

Il giornalista Antonino Cittadino comenta: “Non mi piace l’idea della Fifa. Penso che il mondiale con 32 squadre va bene cosí, perchè giocano le nazionali giuste. Quarantotto squadre sono troppe e cosí si rischia di perdere il fascino della competizione. Nel caso delle nazionali come la nostra, la vinotinto, é un’ottima decisione: in questo modo avrá piú possibilitá di qualificarsi. Ma in un mondiale allargato credo si rischi di vedere gare come ad Euro 2016 dove c’erano troppe squadre e meno bel gioco. Anche se credo che nella zona Conmebol si qualificheranno 6 in maniera diretta ed una tramite play off. So che il mondiale di calcio non significa solo Sudamerica ed Europa, ma un mondiale cosí allargato rischia di essere meno brillante”.

Giorgio D’Angelo, tifoso della Juventus, ci dice: “Se lo guardiamo dal punto di vista della Vinotinto la decisione è positiva, ma del resto posso dirti che potrebbe scendere il tasso di qualitá del torneo. Attualmente con 32 squadre e gironi di quattro assistiamo durante la prima fase a gare con poco fascino, fugurati con piú nazionali e con gruppi di tre il livello di qualitá si abbasserebbe. L’unica cosa positiva é che la Vinotinto dovrebbe qualificarsi al meno per lo spareggio”.

Infine José Vicente Ignoto, con un passato legato al mondo del calcio e tifoso del Milan, spiega: “Il cambio da 32 a 48 squadre é un tema abastanza complesso, sapere se si manterrá la qualitá é ancora presto. É una proposta che ancora deve sistemare alcuni dettagli, tipo come saranno distribuiti i nuovi posti del mondiale. Come saranno effettuati i sorteggi e come si definiranno le teste di serie. Questa é una cosa delicata, dato che possiamo trovarci con gironi con tre big e poi un gruppo con le cosidette piccole. Se la Fifa riuscirá a garantire dei gironi equilibrati, lo spettacolo sará garantito e beneficioso per il calcio. Dico beneficioso, per il semplice fatto che aiuterà ad entrare al mondiale a squadre che restavano sempre alle porte del torneo: magari perdendo all’ultima giornata o perdendo una gara di spareggio. Nazionali come il Venezuela avranno piú possibilitá di entrare in questo gruppo privileggiato”.

Ignoto continua la sua spiegazione: “Il nuovo format aiuterá le diverse federazioni a pianificare, in maniera seria, un progetto che gli aiuti a staccare il biglietto per la kermesse iridata. Il mondiale allargato aiuterá a giocatori di nazionali minori a mettersi in mostra in una vetrina cosí privilegiata. Logicamente qui ci saranno piú soldi in gioco, questo cambiará anche il protocollo del paese organizzatore, sará una vera sfida: sia a livello turistico che sportivo. Forse, nella prima edizione con il nuovo formato ci saranno degli errori, é normale: sicuramente vedremo alcune nazionali che subiranno delle goleade scandalose. L’unica cosa che non mi piace é il fatto che ci siano gironi di tre squadre, questo potrebbe aiutare a speculare su alcuni risultati per il semplice fatto che si giocherebbe in orari diversi. Ma non voglio speculare prima del tempo, bisognerá attendere e vedere come sará, solo dopo quella edizione potremmo criticare. Io avrei preferito i gironi a quattro squadre e giocare una gara in piú. Sicuramente, la Fifa ha lasciato un torneo con 7 gare con l’approvazione delle diverse federazioni e club. Bisognerá aver fiducia in questa nuova idea. Nella federazione internazionale ci sono persone preparate che sanno molto di calcio”.

(Fioravante De Simone)

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