Mons. Claudio Maria Celli non parteciperà al dialogo

Monsignor Claudio Maria Celli, nella foto con il presidente Nicolás Maduro

CARACAS – Una decisione che è stata interpretata come un riconoscimento dell’impossibilitá, almeno per il momento, di trovare un accordo tra Governo e Opposizione. Mons. Claudio Maria Celli, incaricato dal Papa di rappresentare il Vaticano nel dialogo tra governo e opposizione, non sarà presente nei prossimo incontri a Caracas. Per il momento sarà sostituito dal Nunzio Apostolico, Aldo Giordano, considerato un eminente diplomatico.
Il Nunzio Giordano, in una lettera a Jesús “Chuo” Torrealba, Segretario Esecutivo del Tavolo dell’Unità, ha comunicato che Celli “ha rinunciato alla sua visita in Venezuela prevista per i prossimi giorni, e dunque non parteciperà a eventuali riunioni”. Ha quindi precisato che la Santa Sede sarà rappresentata dal dal suo Nunzio.
Torrealba, dal canto suo, ha risposto che sono comprensivi “i motivi per i quali Sua Santità ha deciso di non inviare il suo delegato in Venezuela nelle circostanze attuali”. L’esponente della Mud, la c oalizione dell’Opposizione, ha quindi ricordato la lettera inviata un mese fa dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. Nella missiva si elencavano9 “quattro esigenze al governo venezuelano, molto chiare e ancor oggi non compiute”.
Torrealba ha aggiunto che “nella diplomazia, l’assenza può essere una forma di essere presenti, così come il silenzio può diventare il più eloquente dei discorsi”.
L’assenza di Mons. Claudio Maria Celli non vuol dire che il Vaticano rinunci al suo ruolo di accompagnatore nella mediazione che portano avanti alcuni ex presidenti latinoamericani, ma senz’altro toglie forza alla mediazione. D’altronde l’atteggiamento del governo e degli esponenti di spicco del partito di governo non aiuta a ridurre le tenzioni politiche nel paese e a creare un clima favorevole al dialogo. Il vicepresidente del Psuv, Diosdado Cabello, proprio nei giorni scorsi, ha sottolineato che in Venezuela non si realizzeranno elezioni mentre il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, continua a non riconoscere l’autorità del Parlamento e la Corte insiste nel rispedire al mittente ogni risoluzione presa dal Potere Legislativo.