La crisi venezuelana all’esame del Senato

Pubblicato il 20 gennaio 2017 da redazione

ROMA – La crisi del Venezuela è sbarcata in Parlamento. E’ iniziato, infatti, nell’Aula del Senato l’esame delle mozioni presentate dai gruppi, dopo la relazione di Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri.
Nel corso del suo intervento, il senatore ha illustrato l’accelerato deterioramento del Paese.
“Vorrei ricordare ai colleghi – ha detto – alcuni dati che dimostrano come questa situazione si è deteriorata in modo incredibile ed esponenziale negli ultimi anni. Nel dopoguerra la comunità dei residenti italiani in Venezuela era la prima per rimesse economiche sul territorio nazionale. Negli anni Settanta l’economia venezuelana era una delle principali economie del mondo. Oggi più del 20 per cento dei bambini in età scolastica è sottoalimentato e non è difficile vedere per le città venezuelane bambini, anziani, donne e uomini rovistare nella spazzatura per cercare qualche fonte di sostentamento. La criminalità è alle stelle. Al di là delle finte rassicurazioni che il regime fornisce, esiste un coprifuoco di fatto che porta la gente nelle ore serali a chiudersi in casa e ad evitare di stare in giro per la città, tanto elevato è il livello di insicurezza e di paura per rapine, sequestri e gli omicidi. In questo Paese avvengono più di 90 omicidi al giorno e la città di Caracas, come riportano tutte le statistiche, è una delle più pericolose città del mondo. Il traffico di droga, la connessione politica-criminalità è alle stelle e io non vorrei continuare oltre in questa descrizione perché mi fa male, perché amo questo Paese, perché questo Paese è figlio anche dei sacrifici di tanti italiani che si sono sacrificati”.
Ha quindi sottolineato:
“Si tratta di italiani che si sono insediati in Venezuela ed hanno avuto anche soddisfazioni di carattere economico perché sono diventati grandi imprenditori e costituiscono l’eccellenza del Paese. Oggi dividono il loro cuore tra la bandiera venezuelana e la bandiera tricolore italiana”.
Il senatore ha avuto anche parole di apprezzamento per il lavoro della nostra Ambasciata.
“Desidero ringraziare il nostro ambasciatore e tutto il personale del consolato, dell’ambasciata e degli istituti. Essi meritano veramente l’applauso di quest’Assemblea perché sono in condizioni di grande difficoltà nello svolgere la loro missione diplomatica”.
Dopo aver sottolineato che non è sua intenzione creare una sterile polemica politica ed aver ricordato che il presidente Chàvez fu eletto con il voto popolare, il senatore Casini, ha affermato che lo stesso popolo che elesse il presidente Chàvez ha votato l’attuale parlamento. Poi si è chiesto:

“Ma cosa ha fatto il Governo? Invece di seguire la strada di una collaborazione con il Parlamento, depositario della volontà popolare, è partita un’azione di delegittimazione del Parlamento attuata tramite gli organi di giustizia costituzionale, che ha portato addirittura il Parlamento a vivere una condizione che non può essere considerato di semplice disagio. A parte il fatto che adesso hanno sospeso anche gli stipendi dei parlamentari, quindi non vengono pagati, ma fosse solo questo! Ora vengono anche arrestati, essendo stata revocata loro l’immunità parlamentare”.
Ha ricordato il tentativo di “visitare il sindaco Ledezma, che è agli arresti domiciliari, ed anche Leopoldo López è ancora agli arresti: È uno spaccato tragico: i capi dell’opposizione sono in galera, molti altri sono inquisiti, naturalmente utilizzando i meccanismi della giustizia ordinaria, perché sono saltati tutti gli equilibri tra i poteri di quello Stato”.
A conclusione del suo intervento, il senatore Casini ha chiesto di rinforzare nell’immediato i “servizi diplomatici e consolari”
“Noi – ha detto – dobbiamo rispondere all’angoscia della comunità italiana e a questi connazionali, al di là delle elezioni degli italiani all’estero. Le elezioni sono delle belle realtà, ma in questi momenti essi si sentono abbandonati da noi. Noi dobbiamo assumerci la responsabilità di non abbandonarli e di ricordare, non solo in campagna elettorale, che questi italiani hanno tante cose in comune con noi e oggi si appellano al Paese natale, all’Italia”.

IL DIBATTITO
L’esame delle mozioni, come sempre accade in questi casi, ha messo in mostra le differenti anime del Parlamento; soprattutto l’ignoranza di alcuni parlamentari sulla grave crisi che attraversa il Venezuela e i profondi riflessi sulla nostra comunità che vive oggi una severa crisi umanitaria. In alcuni partiti dell’arco costituzionale, poi, è prevalso lo spirito xenofobo che è alle loro origini.
– E’ una vergogna – ha detto Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato -. Al Senato invece di affrontare l’emergenza che piega il centro Italia si parla degli accordi con il Venezuela. E’ l’ennesima prova che questa maggioranza non ha la volontà di affrontare il dramma che colpisce i terremotati.
Nonostante sia comprensibile la preoccupazione e il dolore per la tragedia che ha colpito l’Italia alle cui popolazioni terremotate non è mancata mai la solidarietà degli italiani del Venezuela; risulta sorprendente l’atteggiamento di parlamentari come il capogruppo del Carroccio.
– Per rispetto delle vittime, – ha aggiunto il senatore Centinaio – di tutti quei concittadini da giorni senza luce e riscaldamento bloccati nelle abitazioni sotto la neve e al gelo il parlamento dovrebbe occuparsi solo di questo imponendo al governo di stanziare subito 100 milioni per risolvere nell’immediato la situazione.
Ha rincarato la dose il vicepresidente della Lega Nord, Sergio Divina.
– Qui in Aula ci sentiamo come dei marziani – ha tuonato -. In Italia centrale tutta la popolazione terremotata è sotto la neve e dorme in roulotte o in tende con immani disagi. Non siamo in grado di raggiungere una località per recuperare persone e, vittime sepolte sotto la neve. Questo è il dato di oggi e noi qua ci dobbiamo fermare e ascoltare e dichiarare urgente un dibattito sul Venezuela!.
Ignorando le file dei connazionali meno fortunati che fanno la fila davanti al Consolato per sollecitare l’assistenza o una manciata di denaro per sfamarsi o acquistare medicine; fingendo di non sapere che in Venezuela vi è anche chi cerca di riscattare tra gli avanzi che gettano i ristoranti qualcosa da mangiare per non tornare a casa a digiuno, o si dispera per non poter avere quel farmaco che fa la differenza tra la vita e lamorte, l’esponente della Lega, nel suo intervento, ha anche detto con parole sprezzanti:
– Riusciamo anche a capire che in Venezuela non si viva poi così bene, ma in questo momento storico, in cui gli italiani stanno patendo un’infinità di disagi, parlare dei problemi del Venezuela o di qualsiasi altro Paese del mondo, delle difficoltà per raggiungerlo perché non ci sono voli diretti, a noi inorridisce. Lo reputiamo ridicolo e soprattutto offensivo per tutti gli italiani che ho citato poc’anzi.
Su richiesta del senatore Carlo Giovanardi, l’Aula del Senato ha poi dato l’Ok alla sospensiva sulle mozioni in merito alla crisi in Venezuela. L’esame sarà ripreso martedì prossimo come primo punto all’ordine del giorno.
– Dispiace – ha commentato Aldo Biagi, senatore di Ap dopo la decisione del Senato – che non si sia inteso cogliere l’opportunità di definire un celere impegno del governo sul complesso scenario della crisi venezuelana oggetto di una mozione oggi in discussione al Senato procrastinandone la discussione alla prossima settimana, che avrebbe rappresentato un segnale quanto mai necessario di attenzione verso le nostre comunità sul territorio, destinatarie di precise iniziative di sostegno e tutela nell’ambito della medesima mozione. Data la rilevanza del tema fa riflettere come il MAECI non abbia ritenuto opportuno sollecitare la presenza di un suo rappresentate in aula – ha sottolineato – che avrebbe di certo rappresentato una garanzia di efficacia e di attenzione.
Biagi ha quindi concluso:
– Mi auguro che martedì, alla ripresa dei lavori, si riprendano le redini del dibattito e si arrivi in maniera celere ad un’approvazione degli impegni, esorcizzando eventuali boicottaggi ed inutili polemiche, per definire un segnale di risolutezza del Paese verso le nostre comunità in un’area condizionata da una complessa congiuntura socio-politica.

LA POLEMICA DEL M5S
Il dibattito sulla crisi venezuelana, poi, è stato lo spunto per una sterile polemica promossa del M5s che piú che badare ai contenuti si è fermato alla forma. Eppure, è proprio il popolo del web, quello venezuelano e italo-venezuelno, a reclamare una maggiore attenzione sulla crisi che colpisce con violenza inconcepibile la nostra comunità.

“Il presidente della Commissione esteri Pierferdinando Casini, nonostante le sollecitazioni da parte del Gruppo M5S a partecipare ad una missione in Venezuela – ha dichiarato in una nota la senatrice Ornella Bertorotta -, ha deciso di partire in solitaria alla fine dell’anno. Una missione che, contrariamente alle abitudini della Commissione Esteri, ha portato il solo presidente, in rappresentanza di un’unica parte politica, oltre che della maggioranza di governo, a recarsi in un Paese nel quale la situazione non è quella dipinta nelle premesse e nelle considerazioni della mozione presentata da Casini stesso”.
Sempre nella nota, dimostrando di non conoscere la realtà politica del Paese, illustrata invece con precisione dal senatore Casini, la rappresentante del M5s ha spiegato:
“La nostra mozione impegna il governo ad avviare un dialogo con il governo venezuelano, nel pieno rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati, al fine di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini venezuelani e in particolare degli Italo-Venezuelani. Chiediamo inoltre a Caracas di aumentare le misure di sicurezza a protezione della comunità italiana, predisponendo quanto necessario a garantire una vita tranquilla agli italo-venezuelani nel Paese. Mentre l’opposizione venezuelana dovrebbe fare quanto possibile per isolare i violenti e ripristinare le condizioni di dialogo nell’interesse del popolo venezuelano. È necessario avviare una contrattazione per ripristinare i voli aerei da e per Caracas dal nostro Paese, agevolando i nostri concittadini nel Paese latino americano, anche con tariffe scontate., Chiediamo – prosegue – anche di sostenere procedure di pagamento dei crediti vantati dalle imprese italiane, anche attraverso contropartite in petrolio, di cui il Paese è particolarmente ricco e i cui prezzi sono in ripresa, permettendo così il recupero delle ingenti somme vantate dalle nostre imprese in tempi più rapidi”.

LE MOZIONI
Riportiamo di seguito i testi delle mozioni presentate nell’Aula del Senato:
Casini, Corsini, Minzolini, Pegorer, Razzi, Sangalli, Schifani, Verducci, Zin, Giannini, Moscardelli, Scalia, Puppato, Maran, Caleo, Cuomo, Angioni, De Biasi, Cantini, Sonego, D’adda, Pezzopane, Lai, Russo, Chiti, Filippin, Pagliari, Susta, De Pietro, Compagna, Laniece, Romano, Battista, Orellana, Longo Fausto Guilherme, Fravezzi, Panizza, Zeller, Berger, Buemi, Liuzzi, Bianconi, Di Biagio, Albertini, Conte, Torrisi, Rossi Luciano, D’ascola, Amoruso, Gambaro, Anitori, Naccarato, Bonaiuti hanno proposto la seguente mozione:

Il Senato, considerato che:
da quasi 3 anni il Venezuela attraversa una profondissima crisi economica, sociale e politica;
negli ultimi mesi la crisi economica si è ulteriormente aggravata, principalmente a causa delle scelte del Governo, con il peggioramento di tutti gli indicatori e il raddoppio del tasso di povertà;
l’aumento esponenziale del tasso di criminalità ha reso il Venezuela uno dei Paesi più pericolosi del mondo;
nonostante una crisi umanitaria sempre più grave, caratterizzata in particolare da carenza di cibo, di medicinali e di dispositivi medici, il Governo ostacola l’ingresso nel Paese di aiuti umanitari e le diverse iniziative internazionali, anche non governative, di sostegno alla popolazione;
la preoccupazione nei confronti della situazione venezuelana è condivisa dalla comunità internazionale, a partire dall’Unione europea, dalle Nazioni unite, dall’Organizzazione degli Stati americani e dal G7;
la proclamazione dello “stato di eccezione ed emergenza economica” attribuisce al Governo poteri straordinariamente estesi in ogni ambito, con un’inaccettabile restrizione delle garanzie costituzionali e dei diritti civili e politici;
la separazione tra i poteri, essenziale in uno Stato di diritto, soffre una grave limitazione, considerando il forte controllo che il Governo esercita nei confronti degli organi giudiziari, del Consiglio elettorale nazionale e in particolare del Tribunale supremo;
le attribuzioni costituzionali dell’Assemblea nazionale, organo del quale l’opposizione democratica detiene la maggioranza, sono sistematicamente violate, attraverso decisioni, sia del Governo che del Tribunale supremo, che impediscono lo svolgimento delle sue funzioni legislative e di controllo ed hanno creato le premesse per l’approvazione da parte dell’Assemblea di atti che aggravano ulteriormente la frattura istituzionale in atto;
altissimo è il numero delle persone in prigione, agli arresti domiciliari o in liberta vigilata per ragioni politiche, tra cui esponenti politici di primo piano, come Leopoldo López, Antonio Ledezma e Daniel Ceballos;
nonostante le rilevanti concessioni dell’opposizione (che ha rinunciato, di fatto, a proseguire l’iter per l’indizione del referendum revocatorio), il dialogo politico, avviato anche grazie alla mediazione vaticana, appare bloccato e rischia di essere utilizzato dal Governo in termini puramente dilatori;
in Venezuela vive una numerosa comunità di origine e di cittadinanza italiane, che condivide le privazioni, l’insicurezza e il clima di intimidazione, in cui versa gran parte della popolazione;
le imprese italiane che operano nel Paese soffrono fortemente la situazione di crisi economica e di tensione politica, nonché l’atteggiamento di scarsa collaborazione del Governo, anche in relazione ad una posizione creditizia complessiva ormai insostenibile (stimata attualmente in circa 3 miliardi di dollari),
impegna il Governo:
1) ad adottare con urgenza ogni iniziativa utile, anche in sede di Unione europea e in collaborazione con gli organismi internazionali, per ottenere dal Governo venezuelano un atteggiamento costruttivo per superare la situazione critica in cui versa il Paese; per impegnarlo a ripristinare la separazione dei poteri e salvaguardare le attribuzioni dei diversi organi costituzionali; per favorire un dialogo effettivo e stringente tra i diversi livelli di Governo, l’opposizione democratica e la società civile; per ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici;
2) ad adottare con urgenza ogni iniziativa utile, anche in sede di Unione europea e in collaborazione con gli organismi internazionali, per alleviare la grave crisi umanitaria del Paese, in particolare a favore dei soggetti più deboli della società;
3) ad approntare un piano straordinario di assistenza ai connazionali residenti in Venezuela, anche attraverso un rafforzamento delle nostre strutture diplomatico-consolari;
4) a continuare a sostenere i legittimi interessi delle imprese italiane che operano nel Paese e vantano crediti nei confronti del Governo.

Dal canto loro, Bertorotta, Petrocelli, Lucidi, Donno, Santangelo, Cappelletti, Serra, Endrizzi, Morra, Giarrusso, Lezzi, Gaetti, Cioffi, Puglia, Paglini hanno presentato la seguente:

– Il Senato, considerato che:
da almeno 2 anni il Venezuela vive una forte crisi economica e politica principalmente a causa del crollo dei prezzi del petrolio, con il peggioramento di tutti gli indicatori economici;
l’aumento esponenziale del tasso di criminalità ha reso il Venezuela uno dei Paesi più pericolosi del mondo, insieme al Messico, dove gli eccidi indiscriminati sono all’ordine del giorno;
il Governo fronteggia il fenomeno del mercato nero e dell’indisponibilità, da parte delle grandi aziende distributrici, a mettere in commercio prodotti alimentari, principale causa della carenza di beni di prima necessità;
la situazione è aggravata anche dalla corruzione endemica della pubblica amministrazione venezuelana, che erode consenso alle istituzioni e polarizza ulteriormente le fazioni su posizioni estreme;
la situazione venezuelana è oggetto di indebita ingerenza da parte della comunità internazionale, a partire dall’Unione europea, dalle Nazioni unite, dall’Organizzazione degli Stati americani e dal G7;
la proclamazione dello “stato di eccezione ed emergenza economica” attribuisce al Governo poteri straordinariamente estesi, nel tentativo di affrontare la crisi economica e la destabilizzazione, anche internazionale, verso il Paese latino americano;
la FAO ha premiato il Venezuela per l’impegno dimostrato nel combattere la fame nel Paese, in riferimento al programma “Misión Alimentación”, istituito dal Governo nel 2003. Secondo le statistiche ufficiali, il programma è riuscito a distribuire circa 26,5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, arrivando a garantire il 95,4 per cento dei venezuelani con più di 3 pasti al giorno;
sono stati compiuti progressi anche nei campi dell’istruzione di massa (l’Unesco ha dichiarato il Venezuela Paese libero dall’analfabetismo nel 2005), dell’assistenza sanitaria, attraverso il programma “Barrio Adentro”, che ha permesso la costruzione di più di 13.000 centri medici di varie tipologie, nel campo della distribuzione dell’acqua potabile, rifornendo circa il 95 per cento della popolazione;
in Venezuela è presente una numerosa comunità di origine e di cittadinanza italiana, che vive un profondo sentimento di abbandono da parte dell’Italia;
dal maggio 2014, Alitalia ha sospeso i voli da Roma per Caracas, isolando di fatto i nostri connazionali, che sono costretti a fare scalo in Spagna, aumentando considerevolmente i tempi e i costi di spostamento per raggiungere il nostro Paese;
l’INPS ha penalizzato i pensionati italiani in Venezuela, attraverso il versamento delle pensioni con un cambio sfavorevole;
dall’elezione del presidente Chavez, il Paese vive una contrapposizione infruttuosa tra maggioranza e opposizione e, più in generale, tra classe imprenditoriale e Governi succedutesi dal 1998 in poi, che hanno portato ad un tentativo di colpo di stato nel 2002, i cui responsabili hanno però ottenuto l’amnistia dal Governo dell’epoca;
ad un anno dalla morte di Ugo Chavez, stroncato da un fulmineo cancro nel 2014, il Paese ha conosciuto un forte periodo di instabilità, con manifestazioni e scontri, noti come “guarimbas”, che hanno causato la morte di decine di persone, tra cui molti membri della Polizia;
in risposta a queste manifestazioni, il Governo ha incarcerato centinaia di persone, accusate di essere responsabili di gravi fatti di sangue, interruzione di pubblici servizi, danneggiamenti e incendi di strutture pubbliche, omicidi mirati o veri e propri attentati terroristici;
il Paese sudamericano ha vissuto una turbolenta vita politica fatta di colpi di stato e repressione dell’opposizione che, solo dagli anni sessanta in poi ha permesso il ritorno alla vita democratica, seppur con pesanti ingerenze straniere e delle élite economico-finanziarie, che hanno aumentato la povertà negli strati più deboli della popolazione venezuelana;
la contrapposizione tra le fasce più ricche e quelle più povere della popolazione e il boicottaggio delle azioni governative hanno causato un ulteriore aumento delle esposizioni debitorie e generato diffidenza presso gli investitori internazionali;
il protrarsi di tale situazione rischia di coinvolgere la comunità italiana nel Paese, in un più generale clima di scontro, anche armato, tra le parti, che non porterà al miglioramento delle condizioni di vita dei nostri concittadini e dei cittadini venezuelani;
la recente visita del presidente venezuelano Nicolas Maduro a papa Francesco del 24 ottobre 2016 ha avviato una nuova fase di colloqui di pace, volti a favorire una mediazione tra governo e opposizione e finalizzata al ripristino della pace sociale e della cooperazione tra le parti nell’interesse di tutto il popolo venezuelano;
le imprese italiane che operano nel Paese soffrono fortemente la situazione di crisi economica e di tensione politica, anche in relazione ad una posizione creditizia complessiva ormai insostenibile (stimata attualmente in circa 3 miliardi di dollari);
il 20 maggio 2014 il Sottosegretario di Stato pro tempore per gli affari esteri, Mario Giro, in relazione alla crisi venezuelana, sosteneva il dialogo tra Governo e opposizione, facendo eco al Ministro pro tempore degli affari esteri, Federica Mogherini, che sosteneva “Credo che non ci sia altra strada percorribile se non quella di sostenere questo difficile sforzo di dialogo nazionale”,
impegna il Governo:
1) ad avviare un dialogo con il Governo venezuelano, nel pieno rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati, al fine di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini venezuelani e in particolare degli Italo-Venezuelani;
2) a rigettare con forza qualsiasi posizione oltranzista e ogni pratica violenta, supportando, con ogni mezzo necessario, l’iniziativa di pace della Santa Sede;
3) a chiedere a Caracas di aumentare le misure di sicurezza a protezione della comunità italiana, predisponendo quanto necessario a garantire una vita tranquilla agli italo venezuelani nel Paese;
4) a chiedere all’opposizione venezuelana di fare quanto possibile per isolare i violenti e ripristinare le condizioni di dialogo nell’interesse del popolo venezuelano;
5) ad avviare una contrattazione per ripristinare i voli aerei da e per Caracas dal nostro Paese, agevolando i nostri concittadini nel Paese latino americano, anche con tariffe scontate;
6) a sostenere procedure di pagamento dei crediti vantati dalle imprese italiane anche attraverso contropartite in petrolio, di cui il Paese è particolarmente ricco e i cui prezzi sono in ripresa, permettendo così il recupero delle ingenti somme vantate dalle nostre imprese in tempi più rapidi.

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