Maltempo: dopo la neve ora è allarme fiumi nelle Marche

Pubblicato il 20 gennaio 2017 da ansa

Una foto scattata da un elicottero della Polizia di Stato sull’emergenza neve. ANSA / Ufficio Stampa Polizia di Stato

ANCONA. – Dopo l’emergenza neve, peraltro tutt’altro che conclusa, è allarme fiumi nelle Marche, anche se per il momento, assicura l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, “non c’è un rischio idrogeologico, ma se si sciolgono 4 metri di neve non si può certo escludere. Per cui stiamo monitorando il livello dei fiumi, in particolare il Nera”, che nel settore marchigiano attraversa i comuni di Castelsantangelo, Visso e Ussita.

“Il fiume Nera – mette in guardia Gilberto Pambianchi, presidente dell’Associazione italiana di geomorfologia e docente dell’Università di Camerino – è passato da una portata di 3 a ben 7 metri cubi al secondo. Dopo i terremoti, l’energia che si libera crea conseguenze nella dinamica in superficie. Dunque sono raddoppiate le portate di fiumi. Ora sarà necessario controllare le sorgenti, i versanti, soprattutto quelli dove insistono gli acquedotti, e controllare i fiumi. Quando la neve si scioglierà le portate aumenteranno ulteriormente e le valli potrebbero entrare in crisi”.

Alta l’attenzione sul livello dei fiumi anche nel Fermano, dove i comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare hanno avviato i controlli sul Chienti, sul Tenna e sull’Ete Vivo e Ete Morto per scongiurare rischi idrogeologici a seguito dello scioglimento della neve caduta abbondante nell’entroterra.

Quanto al rischio valanghe, i tecnici stanno valutando quello già lanciato per Bolognola (allerta 4), dove, a supporto del Comune, la Protezione civile ha inviato una squadra di esperti Ineva e della Regione Marche; per la viabilità lungo la Sarnano-Sassotetto e per Vallestretta di Ussita, sempre in provincia di Macerata.

“Se non ci fossero le scosse di terremoto – dice la sindaca di Bolognola Cristina Gentili – sarei più che tranquilla. Non è la prima volta che abbiamo tutta questa neve, ma con le scosse di terremoto è diverso. L’area a rischio è all’inizio del paese, ma non incombe sull’abitato. Ci sono i paravalanghe, messi nel 2005 dopo una situazione analoga, ma un pezzo resta ancora scoperto”.

Si allenta intanto l’isolamento delle frazioni: tutte raggiunte quelle del Maceratese, mentre nell’Ascolano ne restano una decina ancora isolate. Ma sono ancora moltissimi gli interventi in atto per portare i soccorsi a chi è bloccato da giorni dalla neve e senza energia elettrica, anche se le utenze disalimentate si sono ridotte a 3.000.

Un 95enne allettato, rimasto senza elettricità e al freddo a Santa Maria a Corte, frazione di Comunanza, è stato raggiunto con sci e ciaspole e portato in ospedale. A Case di Cagnano di Acquasanta Terme è stato ‘liberato’ un allevatore di 25 anni rimasto per accudire i suoi animali; a Piandelloro di Acquasanta sei persone, fra cui una donna di 90 anni; 15 a Cervara e una Pito, un uomo anziano che necessitava di cure immediate.

Raggiunta una persona anche a Case Rotili. Un gatto delle nevi ha soccorso quattro persone in località Giustimana: due sono rimaste nella loro casa avendo animali da accudire. A chi non vuole abbandonare la propria abitazione vengono lasciati viveri e beni di prima necessità. Non ha voluto andarsene, ad esempio, una 86enne che vive da sola, a parte la compagnia dei suoi animali da cortile, in una frazione di Amandola, Contrada Vidoni.

“E’ in ottime condizioni di salute – racconta il sindaco Adolfo Marinangeli -. Erano stati i familiari, che vivono a Roma, ad allertarci. Ma quando siamo arrivati era tranquillissima, anzi, si è sorpresa nel vederci. Siamo stati noi a spaventarla…insomma”. Riguardo alla viabilità, la Salaria è stata riaperta al traffico. Vietato il transito ai mezzi con carico superiore a 7,5 tonnellate dal km 145 al 161. Il tratto sarà riaperto in serata.

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