Ripresa in aula del Senato la discussione sulla crisi economica e sociale del Venezuela

Pubblicato il 24 gennaio 2017 da redazione

ROMA – Oggi, alle ore 16,30 italiane, continuerà nell’Aula del Senato la discussione sulle mozioni relative alla crisi venezuelana. Un prima mozione, che ha come primo firmatario il presidente della Commissione Esteri Pier Ferdinando Casini, impegna il Governo “ad adottare con urgenza ogni iniziativa utile, anche in sede di Unione europea e in collaborazione con gli organismi internazionali, per ottenere dal Governo venezuelano un atteggiamento costruttivo per superare la situazione critica in cui versa il Paese; per impegnarlo a ripristinare la separazione dei poteri e salvaguardare le attribuzioni dei diversi organi costituzionali; per favorire un dialogo effettivo e stringente tra i diversi livelli di Governo, l’opposizione democratica e la società civile; per ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici”. Nella mozione si chiede altresì di “adottare con urgenza ogni iniziativa utile, anche in sede di Unione europea e in collaborazione con gli organismi internazionali, per alleviare la grave crisi umanitaria del Paese, in particolare a favore dei soggetti più deboli della società”, nonché “di approntare un piano straordinario di assistenza ai connazionali residenti in Venezuela, anche attraverso un rafforzamento delle nostre strutture diplomatico-consolari” e di “continuare a sostenere i legittimi interessi delle imprese italiane che operano nel Paese e vantano crediti nei confronti del Governo”. Un’altra mozione, che ha come prima firmataria la senatrice del Movimento 5 Stelle Ornella Bertorotta, chiede al Governo di “avviare un dialogo con il Governo venezuelano, nel pieno rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati, al fine di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini venezuelani e in particolare degli Italo-Venezuelani” e di rigettare con forza qualsiasi posizione oltranzista, supportando, con ogni mezzo necessario, l’iniziativa di pace della Santa Sede. Nella mozione si impegna inoltre il Governo a chiedere sia a Caracas “di aumentare le misure di sicurezza a protezione della comunità italiana, predisponendo quanto necessario a garantire una vita tranquilla agli italo venezuelani nel Paese” sia all’opposizione venezuelana “di fare quanto possibile per isolare i violenti e ripristinare le condizioni di dialogo nell’interesse del popolo venezuelano”. Sollecitato inoltre l’avvio “di una contrattazione per ripristinare i voli aerei da e per Caracas dal nostro Paese, agevolando i nostri concittadini nel Paese latino americano, anche con tariffe scontate”. Chiesto infine nella mozione il sostegno da parte del Governo “a procedure di pagamento dei crediti vantati dalle imprese italiane anche attraverso contropartite in petrolio, di cui il Paese è particolarmente ricco e i cui prezzi sono in ripresa, permettendo così il recupero delle ingenti somme vantate dalle nostre imprese in tempi più rapidi”.
Tra i vari interventi del dibattito avvenuto la scorsa settimana, hanno in primo luogo preso la parola i primi firmatari delle mozioni Casini e Bertorotta, segnaliamo l’intervento del presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero Claudio Micheloni che ha sottolineato come questa discussione in Aula sia di grande importanza per la nostra comunità residente in Venezuela.
– D’altronde, – ha precisato Micheloni – non è la prima volta che il Senato affronta questo problema: con il presidente Casini, con il presidente Manconi, con il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, abbiamo più volte ricevuto delegazioni di italiani residenti in Venezuela che sono venuti qui ad illustrare le difficoltà ed i problemi che affrontano e hanno sempre denunciato il disinteresse della politica e dell’informazione nei confronti del Venezuela. Una delle loro preoccupazioni costanti è appunto che in Europa non si parla abbastanza del Venezuela, quindi questo momento è di grande importanza per tutta quella comunità.
Il senatore del Pd, eletto nella ripartizione Europa, ha poi segnalato come nel marzo 2015 una rappresentanza del Comitato per le questioni degli italiani all’estero si sia recato in Venezuela.
– La senatrice Montevecchi, il senatore Pagano ed il sottoscritto, insieme alla dottoressa D’Addio, – ha ricordato Micheloni – abbiamo avuto l’incontro più drammatico con le comunità italiane nel mondo che io ricordi da quando vivo questa realtà. Siamo usciti a pezzi da quell’incontro, che credo la senatrice Montevecchi, il senatore Pagano ed io non dimenticheremo mai, per quello che abbiamo ascoltato e visto. E non c’era il problema della maggioranza o dell’opposizione, trattandosi della situazione di una comunità. Siamo usciti con un impegno: quello di affrontare l’unica cosa concreta sulla quale potevamo intervenire come Italia, ovvero il pagamento delle pensioni. Ci abbiamo messo un anno e mezzo … e finalmente le pensioni di questo mese saranno pagate con un cambio diverso da quello deciso dal Governo venezuelano. Per noi è poca cosa, per i nostri pensionati, che sono 5.50, cambierà completamente la situazione…. Al riguardo, – ha proseguito Micheloni che ha anche ringraziato gli enti e le persone che si sono spesi per il raggiungimento di questo risultato – rivolgo nuovamente un appello al sottosegretario Pizzetti, affinché verifichi un’informazione che mi viene dall’INPS: sui 5.500 pensionati, solo 3.800 beneficeranno di questa novità. Va verificato che tutti beneficino di questo cambiamento.
Per quanto riguarda il rafforzamento della struttura diplomatica consolare richiesto dalla Mozione Casini, Micheloni, oltre a ribadire l’importanza di questo tipo di intervento, ha annunciato la presentazione, da parte dei senatori del collegio Estero, di un emendamento, da agganciare al primo veicolo utile, per permettere al ministero degli Esteri di assumere personale in loco e di disporre di risorse per la sicurezza, dando la possibilità anche di inviare le Forze dell’ordine a proteggere le nostre strutture.

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