Venezuela, approvata dal Senato la mozione di Casini con 184 sì

Pubblicato il 24 gennaio 2017 da redazione

Il sen. Casini con la stampa venezuelana all’uscita del Parlamento Venezuelano
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ROMA – Con 184 sí l’Aula del Senato ha approvato la mozione presentata dal presidente della commissione Esteri Pier Ferdinando Casini sulla situazione venezuelana. Ha invece respinto, con 173 no, la proposta dal M5S.

Il dibattito, come sempre accade quando intervengono – come d’altronde è giusto – anche elementi dalla mentalità provinciale e xenofoba, non sono mancati sprazzi di polemica; polemica il piú delle volte fine a se stessa e prodotto dell’ignoranza. Infatti, mentre c’era chi, intervenivano per fissare posizione interessanti sulle mozioni e, soprattutto esprimeva preoccupazione per i riflessi della crisi venezuelana sulla nostra Collettività, altri attraverso i social-network esprimevano fastidio e facevano dell’ironia.

“Dopo quello che è successo nel fine settimana e ancora oggi, con il Centro Italia distrutto e il Sud inondato – si esprimeva la senatrice del M5s Paola Taverna in un video postato su Fb dallo scranno della sua postazione in Aula – , uno viene in Aula al Senato e pensa: ora la politica farà qualcosa! Invece entri e scopri che dopo il minuto di silenzio e il ricordo delle vittime abbiamo parlato di Venezuela. Di come esportare la democrazia in Venezuela. Mi domando: ma secondo voi in Italia abbiamo problemi così poco gravi per dedicare una giornata di lavoro del Senato a come esportare la democrazia in Venezuela?. Non sarebbe stato meglio guardarci in faccia e dirci: fino ad ora abbiamo fatto schifo è arrivato il momento di cambiare?”.

Sulla stessa falsa linea un altro senatore del M5S: Vito Rosario Petrocelli. Questi, nell’annuncia il voto contrario del suo gruppo alla mozione sul Venezuela presentata dal presidente della commissione esteri Pier Ferdinando Casini sosteneva che “la mozione di Casini è schierata”.

– E che fa – ha detto -, ci propone di esportare il modello di democrazia ad opera di grandi potenze? Grazie, abbiamo già visto quello che succede ad esportare la democrazia da parte delle super potenze. Noi – ha aggiunto – siamo contrari a questa mozione, alla fretta che l’ha determinata e che sarebbe necessaria invece per ben altri provvedimenti. Quella di Casini è una maniera antica di trattare la politica estera. Evidentemente ancora oggi Casini può imporre le sue prassi che sono da dinosauro della politica. Io non so quanto ancora potranno durare queste prassi, del resto anche i dinosauri si sono estinti.

Non tutti gli interventi, fortunatamente, sono stati come quelli degli esponenti del M5s. Ad esempio, il senatore Luigi Compagna, membro del gruppo dei Conservatori e Riformisti, in dichiarazione di voto circa la mozione sulla crisi nel Venezuela presentata da Casini, ha detto:

– Le considerazioni fatte dal ministro degli Esteri Alfano dimostrano quanto scivolosa sia diventata di settimana in settimana la situazione venezuelana. La crisi lì è una crisi di rapporto tra opposizione e governo, ma anche una crisi di legittimità dello strumento parlamentare. Annunciando il voto favorevole del nostro gruppo alla mozione presentata da Casini, desidero esprimere consenso all’attività del governo che ha cercato di rafforzare il lavoro della nostra rappresentanza diplomatica in Venezuela.

Dal canto suo, il senatore Peppe De Cristofaro, di Sinistra Italiana, piú che preoccupazione per le attuali condizioni della nostra collettività e degli italo-venezuelani, sempre piú numerosi, che hanno bisogno della solidarietà della Madrepatria, ha espresso preoccupazione perchè, ha detto, “la mozione sembra scritta sotto la dittatura dell’opposizione venezuelana” che ha identificato con la destra.

– Non ci sto a questa ricostruzione secondo la quale gli ultimi governi sono stati la causa di questa situazione in Venezuela – ha dichiarato -. E mi rivolgo anche al Pd, chiedete ai partiti che sono con voi nell’internazionale socialista quali sono le responsabilità dell’opposizione in Venezuela. Io – ha proseguito – penso che essere così proni verso la destra venezuelana sia un errore.

Anche il capo della Farnesina è intervenuto nel dibattito. Infatti, sollecitato dalla mozione presentata dal senatore Casini, il ministro degli Esteri, Angelino Alfano si è presentato in Aula per parlare del Venezuela.

– Siamo consapevoli della gravità della situazione in Venezuela – ha detto -. Oggi stesso incontrerò Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, con il quale faremo il punto anche sullo stato della crisi venezuelana e al quale ribadirò il sostegno dell’Italia al prezioso lavoro di mediazione messo in campo dalla Santa Sede. Il governo italiano – ha aggiunto – ritiene che la comunità internazionale deve sostenere il dialogo tra il governo e l’opposizione, e contribuire a superare la crisi economica e sociale, fonte di preoccupazione per l’intera regione sudamericana.

Il ministro ha sottolineato come il Governo italiano sta ponendo in essere ogni azione volta a contribuire a risolvere la crisi venezuelana, che desta non poche preoccupazioni. Tuttavia, ha spiegato Alfano, i tentativi di mediazione che l’Esecutivo ha portato avanti nell’ottica di riaprire un dialogo interistituzionale per addivenire ad un processo di pace, così come promosso in modo encomiabile dalla Santa Sede, non hanno portato agli esiti sperati a causa della mancata collaborazione delle autorità locali, che ha reso gli sforzi del Governo italiano insufficienti.
Il ministro ha anche segnalato l’invio, da parte della Farnesina, di altre cinque unità di personale nelle sedi del consolato e dell’ambasciata, mentre altre 6 unità partiranno prossimamente.

A conclusione della discussione, l’Assemblea del Senato ha approvato la mozione Casini presentata dalla maggioranza, e successivamente sottoscritta dai Gruppi CoR, FI-PdL e ALA, e l’ordine del giorno G1 presentato dal senatore Sangalli e da altri senatori tra cui Aldo di Biagio. La mozione approvata dall’Aula, in relazione alla profonda crisi economica, sociale e politica del Venezuela e alla proclamazione dello stato di emergenza, impegna il Governo italiano ad adottare ogni iniziativa internazionale per ottenere dal Governo venezuelano un atteggiamento costruttivo, per impegnarlo a ripristinare la separazione dei poteri e salvaguardare le attribuzioni degli organi costituzionali; per favorire un dialogo tra Governo, opposizione e società civile; per ottenere la liberazione dei prigionieri politici.

La mozione presentata dal Senatore Casini, inoltre, impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa per alleviare la crisi umanitaria del Paese; ad approvare un piano straordinario di assistenza ai connazionali residenti in Venezuela, anche attraverso un rafforzamento delle strutture consolari; a continuare a sostenere i legittimi interessi delle imprese italiane che operano in Venezuela e vantano crediti nei confronti del Governo.

L’ordine del giorno Sangalli impegna altresì il Governo a valutare la possibilità di utilizzare strumenti di carattere risarcitorio a favore dei cittadini e delle società italiane che vantano crediti nei confronti del Governo e degli enti pubblici venezuelani.

Durante il dibattito è intervenuto il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano che ha sottolineato come il Governo italiano sta ponendo in essere ogni azione volta a contribuire a risolvere la crisi venezuelana, che desta non poche preoccupazioni. Tuttavia, ha spiegato Alfano, i tentativi di mediazione che l’Esecutivo ha portato avanti nell’ottica di riaprire un dialogo interistituzionale per addivenire ad un processo di pace, così come promosso in modo encomiabile dalla Santa Sede, non hanno portato agli esiti sperati a causa della mancata collaborazione delle autorità locali, che ha reso gli sforzi del Governo italiano insufficienti.

Il ministro ha anche segnalato l’invio, da parte della Farnesina, di altre cinque unità di personale nelle sedi del consolato e dell’ambasciata, mentre altre 6 unità partiranno prossimamente.

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