Pellegrinaggi: Lourdes in crisi, tra le nuove mete spunta l’Iran

Pubblicato il 25 gennaio 2017 da ansa

Lourdes, la crisi dei pellegrinaggi organizzati

ROMA. – Le mete storiche dei pellegrinaggi sono in crisi. Un po’ la paura del terrorismo, un po’ la crisi economica, i fedeli sono in ritirata dai luoghi storici della fede. La Terra Santa, diventata più ‘piccola’ senza le tappe in Siria, Egitto e Turchia, lo scorso anno ha visto un calo del 30% delle prenotazioni. Anche Lourdes, per ragioni legate alla paura dopo gli attacchi terroristici in Francia, ha visto un calo del 10%; Fatima – per la quale si conta in un rilancio questo 2017 per il centenario delle apparizioni della Madonna e la visita del Papa – ha perso il 30% del flusso di pellegrini.

A dare una istantanea della situazione dei pellegrinaggi, che stanno rapidamente cambiando forma e mete, è l’amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi, monsignor Liberio Andreatta. E a sorpresa spuntano itinerari della fede nuovi, come l’Iran, l’antica Persia, con la sua ‘cappella Sistina’ ad Isfahan. Cominciano anche i primi viaggi in Cina.

In Europa i fedeli dirottano verso la Spagna, dove quest’anno due santuari vivono il loro Giubileo straordinario, Santo Toribio nel Nord del paese, e Caravaca de la Cruz nel Sud. “Vanno molto bene anche i pellegrinaggi in Italia – riferisce ancora mons. Andreatta – cresciuti lo scorso anno del 20%. In Italia abbiamo un accordo con il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, perché valorizziamo alcuni luoghi naturali dal punto di vista pastorale, anche alla luce dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco”.

La stessa logica che ha spinto l’Opera Romana Pellegrinaggi a proporre mete come l’Alaska e il Canada “perché il Creato è il santuario di Dio”.

Bene l’Italia, e bene anche Roma. “E’ vero che dal punto di vista degli albergatori romani il Giubileo non ha portato tanti turisti quanti ne aspettavano, ma noi comunque abbiamo registrato una crescita delle presenze nei nostri itinerari ‘Roma Cristiana’. Ricordiamo che l’Anno Santo voluto da Papa Francesco era diffuso in tutte le diocesi e dunque non era necessario venire a Roma. E comunque i pellegrini sono arrivati. E se non ci fosse stato il Giubileo il turismo di Roma avrebbe segnato un calo del 10-15%. Ma a cambiare pelle al pellegrinaggio non è solo la situazione geopolitica o economica.

“E’ anche cambiata la cultura del pellegrino, permeata anch’essa dall’individualismo. Si è perso il senso del gruppo, non si parte più in grandi numeri dalle parrocchie”, spiega Andreatta. E anche il pellegrinaggio diventa allora una scelta individuale, da condividere al massimo con la famiglia o un piccolo gruppo di amici.

“Oggi sui charter dei nostri viaggi l’80% sono passeggeri individuali e solo il 20% quelli dei gruppi, una proporzione che si è letteralmente capovolta rispetto a solo qualche anno fa”. Grazie alle low cost, imperversa anche negli itinerari di fede il “fai-da-te”, perdendo un po’ quella atmosfera di gruppo che era parte essenziale dei pellegrinaggi.

(di Manuela Tulli/ANSA)

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