L’Italia candida il paesaggio del Prosecco al patrimonio Unesco

ROMA. – Sul Prosecco non passa lo straniero. Dopo lo “scippo” del logo Unesco per il canto lirico, andato alla Cina invece a che a noi, terra di Verdi e di Rossini, l’Italia punta a consolidare il suo primato mondiale di riconoscimenti Unesco, per distaccare le inseguitrici, Cina appunto e Spagna. Un marchio raro che finora ha premiato l’Italia con 51 riconoscimenti per i siti materiali e 7 nella Lista del Patrimonio immateriale, e che ora potrebbe consolidare il nostro primato mondiale grazie alla bellezza paesaggistica delle colline del Prosecco Superiore Docg.

Voto favorevole, all’unanimità, in Commissione nazionale per l’Unesco sulla candidatura del paesaggio vitivinicolo del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene per l’ingresso della pregiata area veneta, evocata anche nei quadri dei Maestri del Rinascimento veneto, nella lista dei beni materiali Unesco.

A nome del governo italiano, la Commissione presieduta da Franco Bernabè con la partecipazione di rappresentanti di sei ministeri, ha deliberato l’invio a Parigi del dossier di candidatura. Un sì all’unanimità che fa seguito al pressing del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che aveva sottoscritto la candidatura proprio per consentirne la valutazione odierna.

I lavori per l’elaborazione del dossier di candidatura furono avviati nel 2009 dall’allora ministro Luca Zaia che adesso, in qualità di governatore del Veneto commenta: “è una giornata storica per il Veneto”.

Ora i lavori si spostano a Parigi, con verdetto internazionale atteso ad agosto 2018. A votare saranno 21 Paesi degli oltre 150 facenti parte del “sistema” Unesco. “Con questa candidatura – ha commentato il ministro Martina – vogliamo affermare il grande valore culturale e ambientale che la nostra agricoltura riveste in special modo in territori eccezionali come le colline di Conegliano e Valdobbiadene. Allo stesso tempo rafforziamo il posizionamento a livello di mondiale di una delle produzioni vitivinicole più pregiate e apprezzate del nostro Paese”.

Sono coinvolti 15 Comuni e oltre 3.000 agricoltori che operano su circa 5.000 ettari di vigneto. In termini di produzione vinicola sono 79,2 milioni le bottiglie di vino certificato come Docg, corrispondente a 593.798 ettolitri, prodotte nel 2014.

E’ una zona di particolare pregio vitivinicolo e non a caso qui fu inaugurata, nel 1966, la prima “Strada del vino”, a livello mondiale. Secondo i dati del 2014, quest’area è stata visitata da 56.840 turisti; uno degli obiettivi della candidatura, sottolinea il consigliere giuridico alle Politiche agricole Pier Luigi Petrillo, “è quello di triplicare, nel corso di un biennio, il numero di turisti sul territorio, proprio come è accaduto per le Langhe-Roero e Monferrato.

Del resto lo straniero che decide di viaggiare in Europa, seleziona i luoghi da vedere attraverso i riconoscimenti dati dall’Unesco. Per questo il logo è così ambito e per questo è così faticoso e complesso il procedimento per ottenerlo”.

(di Alessandra Moneti/ANSA)