Manovra, governo al bivio. Le ipotesi, da Iva a evasione

ROMA. – Quarantotto ore per decidere. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il presidente del consiglio Paolo Gentiloni sono davanti ad un bivio ed hanno due giorni per decidere cosa fare. Entro mercoledì dovranno inviare una lettera alla Commissione europea che ha chiesto un ritocco ai conti di quest’anno, con una manovra da 3,4 miliardi da attuare velocemente.

I tecnici del ministero dell’Economia stanno valutando una serie di misure: interventi sulla lotta all’evasione, una sforbiciata sulle agevolazioni fiscali, un possibile ritocco dell’Iva e qualche ulteriore intervento di spending review. Ma il nodo da sciogliere è politico, soprattutto mentre si fa più fitto il dibattito sulla possibile data delle elezioni politiche.

Così l’opzione di avviare un braccio di ferro con il rischio di incappare in una procedura di infrazione è ancora sul tavolo. “Se sanzionano noi per uno zero virgola – è un altro ragionamento che si fa nei palazzi romani – allora dovrebbero farlo con mezza Europa”.

Sul tavolo della scelta la valutazione rimane anche economica e finanziaria. Già perche’ sui due piatti di una bilancia ci sono anche i temi della crescita e dei mercati: l’adozione di una manovra potrebbe spengere la fiammella di ripresa che l’Italia sta registrando, ma la decisione di non farla potrebbe esporre il Belpaese alla speculazione finanziaria. Lo spread venerdì ha chiuso a quota 176 punti. Un’eventuale turbolenza dei mercati non è detto che abbia costi inferiori.

Insomma il dilemma “manovra sì-manovra no” non è ancora sciolto. Ma dovrà esserlo a breve. Come sempre accade in questi casi un pacchetto di misure è stato valutato dal ministero dell’Economia, anche se non è escluso che – se si deciderà di intervenire – le indicazioni contenute nella lettera a Bruxelles possano essere solo generiche, rinviando magari alla predisposizione del Documento di Economia e Finanza, il Def, previsto inizio aprile.

Le ipotesi variano dai tagli di spesa (lineari e alla ricerca di sprechi, magari sulle partecipate pubbliche) a riordino delle agevolazioni fiscali, ma anche dall’aumento delle accise su tabacco e benzina ad un possibile ritocco dell’Iva, finora sterilizzata dal Governo. Potrebbero spuntare anche misure di lotta all’evasione che, nel 2016, avrebbe fruttato oltre 17 miliardi di incassi, un record e un valore che si punta a consolidare in modo strutturale.

Non ci sarebbe intenzione, invece, di rinviare il calo dell’Ires dal 27,5 al 24% scattato quest’anno. Alcuni ‘paletti’ saranno comunque irremovibili. Lo ha ricordato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio; “Non toglieremo un euro alle esigenze delle zone terremotate. Non togliere un euro ai sistemi di protezione sociale e non togliere un euro alla crescita e agli investimenti. Questi sono paletti molto forti sui quali non si può ragionare. L’unica cosa da fare e’ continuare a promuovere gli investimenti”.

(di Corrado Chiominto/ANSA)