Cinema: Il diritto di contare vince ai Sag Awards

LOS ANGELES. – Proprio quando era diventata un’abitudine pensare che La La Land avrebbe vinto tutto a prossimi premi Oscar, sono arrivati i Sag Awards, i premi assegnati dal sindacato degli attori, a sparigliare un po’ le carte. Hidden Figures di Theodore Melfi, tradotto in Italia con il titolo Il diritto di contare (nelle nostre sale dall’8 marzo), ha vinto quale miglior “ensemble”, l’equivalente al miglior film per un premio che giudica solo il lavoro degli attori.

Il diritto di contare, che racconta la storia di tre donne di colore, esperte matematiche, che giocarono un ruolo importante nella corsa dell’uomo nello spazio, è stata solo l’ultima delle sorprese arrivate da questa edizione dei Sag awards, che tradizionalmente anticipano di qualche settimana la cerimonia degli Oscar.

Sorprese sono anche arrivate dai premi al migliore attore protagonista e alla migliore attrice non protagonista, Denzel Washington e Viola Davis, per Barriere, diretto dallo stesso Washington e adattato dall’omonima piece teatrale di August Wilson, mentre la statuetta alla migliore attrice protagonista è andata a Emma Stone per La La Land e quella al migliore attore non protagonista a Mahershala Ali, per Moonlight.

Denzel Washington ha battuto i favoriti Ryan Gosling (per La La Land) e Casey Affleck (per Manchester by the Sea, film che è tornato a casa a mani vuote) e la Stone ha affossato definitivamente le speranze di Natalie Portman che in un primo tempo era stata data per favorita anche agli Oscar, ma che ora deve cedere il passo alla Stone, ormai lanciatissima.

Dopo la serata dei Sag, celebrati domenica sera a Los Angeles, risulta evidente anche un altro fatto, ovvero che il nutrito gruppo di attori iscritti al sindacato – che sono poi anche i membri dell’Accademy of Motion Picture Arts and Sciences che votano per gli Oscar – quest’anno ha voluto rimediare al torto fatto lo scorso anno ai colleghi di colore, un fatto che aveva portato alla famigerata polemica degli “Oscar troppo bianchi”.

Caratterizzati da una forte connotazione politica, con moltissimi discorsi di critica dell’operato del neo presidente Donald Trump, i Sag hanno premiato anche il meglio della televisione e mostri sacri come Il trono di Spade e Downton Abbey hanno dovuto lasciare il passo ad un piccolo ma ben fatto prodotto di Netflix: Stranger Things, miglior cast drammatico.

Fra le commedie è stato il cast di Orange is the New Black a portarsi a casa il trofeo. Claire Foy che interpreta la regina Elisabetta II è la migliore attrice protagonista di una serie drammatica, mentre l’analogo premio al maschile è andato a John Lithgow che interpreta Winston Churchill nella stessa serie.

I migliori attori brillanti sono William H. Macy per Shameless e Julia Louis-Dreyfus, per Veep. Premiati anche Bryan Cranston (All the way) e Sarah Paulson (O.J. Simpson), migliori attori in una miniserie.

(di Francesca Scorcucchi/ANSA)