Cresce l’Italia delle imprese grazie ai giovani

Pubblicato il 31 gennaio 2017 da ansa

Truccatrici e parrucchiere preparano una modella per la sfilata di Antonio Marras a Milano, 22 settembre 2012. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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PADOVA. – Accelera la crescita del sistema delle imprese italiane che chiude il 2016 con un saldo di cessazioni-iscrizioni di 41 mila unità (+0,7%) che portano il numero delle imprese italiane a 6.073.763. Questo grazie anche alle attività degli under 35 aumentate in un anno del 10,2%: sono oltre 600 mila, 63.646 in più rispetto a dicembre 2015.

E’ un’Italia che cambia volto, secondo il rapporto Unioncamere-Infocamere presentato a Padova, in occasione dell’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio: più Bed and breakfast e case vacanze (+16%), parrucchieri,estetisti e tatuatori (+23%) e meno imprese edili e manifatturiere. Tra i settori più dinamici che totalizzano il 60% delle 41 mila nuove imprese ci sono infatti il turismo, il commercio, e i servizi alle imprese.

“La crescita dei giovani è stata davvero forte – ha commentato il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello – c’è una loro volontà ad entrare nel mercato e ad essere imprenditori. I segnali positivi ci sono tutti in un Paese che ha grandissime potenzialità”.

Per quanto riguarda i settori preferiti dai giovani imprenditori, la Coldiretti sottolinea il boom dell’agricoltura con un’impresa su dieci condotta da giovani che opera nel settore (8,4%) “dove sono presenti 50.543 aziende guidate da under 35 per effetto del crescente interesse dei giovani per il lavoro in campagna che si è esteso fino alla trasformazione e al commercio, con il boom delle vendite dirette dell’agricoltore di prodotti a chilometri zero”.

A determinare questo andamento, spiega il rapporto Unioncamere, è stato in particolare il rallentamento delle chiusure delle imprese (322.134) quasi 5 mila in meno rispetto al 2015.

Quanto alla mappa geografica risulta in crescita il tessuto imprenditoriale delle regioni del sud e delle isole: con le sue 22.918 imprese in più, il Mezzogiorno ha determinato oltre la metà dell’intero saldo annuale, staccando nettamente anche il centro (+13.386 il saldo) e il nordovest (+6.255).

In campo negativo il nordest, che chiude il bilancio con un riduzione di 1.205 imprese (-0,1%). Segno positivo secondo il rapporto di Unioncamere-Infocamere per 15 delle venti regioni italiane: in termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto il Lazio (11.264 imprese in più), la Campania, (+8.901) e la Lombardia (+6.535). In termini relativi svettano sempre il Lazio (+1,77%) la Basilicata (+1,7%) e la Campania (+1,56%).(ANSA).
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