Pirateria online: la Gdf sequestra 50 siti con quotidiani gratis

ROMA. – Il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza ha sequestrato 50 siti web che rendevano disponibile, gratuitamente ed integralmente, un vastissimo catalogo digitale di quotidiani e periodici nazionali ed esteri, in evasione dei diritti spettanti agli editori.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha portato al sequestro e oscuramento dei siti che permettevano la gratuita fruizione di tutte le principali testate nazionali, tra le quali, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, Il Giornale, Italia Oggi, Libero, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Tuttosport, nonché periodici di larga diffusione, quali Panorama, Chi, Tv Sorrisi e Canzoni, Focus, Cosmopolitan, Fashion Magazine, Vanity Fair, Auto Sprint, Elle e Gente.

Come emerso dalle indagini i siti, utilizzando servizi telematici in grado di assicurare l’anonimato, consentivano di risultare, apparentemente, ubicati fuori dal territorio nazionale. Negli ultimi cinque anni i principali gruppi editoriali nazionali hanno accumulato perdite per due miliardi di euro, ridotto il fatturato del 32%, nonché ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità.

Il calo delle vendite dei quotidiani è in discesa del 33% nell’ultimo quinquennio. Complessivamente, negli ultimi tempi, le Unità Speciali della Guardia di Finanza hanno oscurato ben 249 siti a tutela del diritto di informazione ed a contrasto dei gravi danni al settore dell’editoria del nostro Paese.

La complessa attività investigativa condotta, dal Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria, del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza, ha consentito di rilevare come il flusso di denaro non passa più attraverso la pubblicità abbinata ai siti pirata, nei confronti della quale intensa è stata l’azione repressiva.

Ora i flussi economici arrivano da servizi di anonimizzazione, detti “cloudflare”. Il profitto è costituito dagli utili derivanti dalla sottoscrizione di abbonamenti presso i “cloud”, affinché ogni utente possa fruire illegalmente delle opere multimediali tutelate.