Venezuela, Porta (Pd), interrogazione a favore di chi in Italia non riceve la pensione venezuelana

Pubblicato il 02 febbraio 2017 da redazione

L’on. Fabio Porta con l’ambasciatore Silvio Mignano a Caracas (foto cortesia Abruzzo24ore.tv)

ROMA – E’ un argomento che è stato toccato anche durante l’incontro con l’Ambasciatore Silvio Mignano promosso da la “Voce” e il Centro Italiano Venezuelano. Un argomento che, in realtà, interessa non solo la nostra Collettivtutte quelle di emigranti nel Paese. E’ da oltre un anno, infatti, che il Venezuela, in preda a una crisi economica e istituzionale che non hanno precedenti nella storia del Paese e che hanno fatto breccia nelle ragioni del diritto e della giustizia, non paga più le proprie pensioni ai residenti all’estero; pensioni maturate attraverso anni di lavoro e che sono un diritto.
Si calcolano in circa 12.000, forse anche più, i pensionati privati del loro primario diritto. Molti vivono in Italia. Sono per lo più ex emigrati italiani che hanno fatto ritorno in Italia E’ questa la ragione che ha mosso il deputato Fabio Porta, Presidente del Comitato degli Italiani nel Mondo della Camera dei deputati, eletto nella ripartizione America meridionale, a presentare un’interrogazione a risposta scritta al Ministero degli Affari Esteri, sollecitando un intervento al fine del ripristino delle pensioni.
Porta, nella sua articolata interrogazione, ricorda che nonostante l’accordo stipulato nel 2014 tra Venezuela e Italia per il pagamento delle pensioni venezuelane bel Belpaese, anche ai titolari di pensione venezuelana residenti in Italia è stato sospeso il pagamento della pensione. La sospensione dei pagamenti delle pensioni costituisce una grave violazione da parte delle autorità competenti venezuelane della Convenzione bilaterale di sicurezza sociale e del diritto internazionale, e sta creando gravi disagi economici e sociali ai nostri connazionali rientrati in Italia dopo una vita di lavoro e di sacrifici in Venezuela.
Il deputato del Pd eletto nella circoscrizione America Meridionale precisa che l’articolo 6 della Convenzione di sicurezza sociale tra il Venezuela e l’Italia, stipulata nel 1988 ed ancora in vigore, in relazione ai pagamenti all’estero recita che “le prestazioni in denaro dovute da uno Stato contraente saranno corrisposte integralmente e senza alcuna limitazione ai titolari che risiedono nel territorio dell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo”.
Porta chiede quindi al Ministero degli Esteri quali urgenti misure intende intraprendere per sollecitare al Venezuela i pagamenti delle pensioni in Italia, così da rispettare il dettame della Convenzione di sicurezza sociale stipulata tra i due Paesi e riattivare quando prima quindi i pagamenti delle pensioni venezuelane in Italia.
L’on. Porta, inoltre, per venire incontro alla disperata situazione economica dei molti italo-venezuelani residenti in Italia invita il Ministero degli Esteri, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e all’INPS, a valutare l’opportunità di concedere ai titolari di pensione in convenzione con il Venezuela residenti in Italia che non percepiscono più il pro-rata venezuelano, un’eventuale integrazione al minimo sul pro-rata pensionistico italiano, o l’assegno sociale se ne ricorrono i presupposti, per consentire loro di percepire un reddito minimo di sopravvivenza.

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