All’asta le lettere di “Jackie O” all’uomo a cui disse no

Jackie e John Kennedy
Jackie e John Kennedy

NEW YORK. – Le lettere di Jacqueline Kennedy all’uomo a cui ha detto di no vanno all’asta. Si tratta di 18 missive scritte a mano e una battuta con la macchina da scrivere di ‘Jackie O’, e indirizzate a David Ormsby Gore, l’ex ambasciatore inglese a Washington amico di John Fitzgerald Kennedy. Sono state rinvenute di recente nella casa in Galles dove abitava Gore, e il nipote dell’ambasciatore ha deciso di venderle e di usare il ricavato per ristrutturare la storica abitazione.

Le lettere fanno riferimento alla proposta di matrimonio di Gore all’ex Fist lady. Una proposta seguita a una vacanza nel novembre 1967 di Jacqueline e Gore in Cambogia, che aveva alimentato molti gossip su una possibile relazione romantica fra i due. Poco dopo il rientro negli Stati Uniti, Gore si era fatto avanti, ma era stato respinto. Jackie O gli aveva infatti gia’ preferito Aristotele Onassis.

”Mi vuole proteggere. E’ saggio e gentile. Ho deciso”, scriveva a mano Jacqueline a Gore. ”Sei il mio amato fratello e mentore, l’unico spirito originale, come lo eri per Jack” aggiungeva Jacqueline.

Gore era un amico intimo di John Kennedy: la sorella dell’ex presidente americano Kathleen aveva sposato il cugino di Gore. Dopo la sua elezione a presidente nel 1960, il primo ministro inglese Harold Mcamillan aveva inviato Gore a Washington come ambasciatore, per sfruttare il loro legame.

Kennedy dallo Studio Ovale lo consultava su ogni tema di politica estera, soprattutto durante la crisi del Missili con Cuba nel 1962, sul Vietnam, e sul disarmo nucleare. ”Apprezzo il tuo giudizio su tutti i temi” gli aveva scritto il presidente americano. Gore ”era quasi parte del governo”, il presidente preferiva ”la sua valutazione a quella di chiunque altro”.

Ad andare all’asta è anche la bozza di una lettera che Gore avrebbe voluto inviare a ‘Jackie O’ nella quale esprimeva la sua frustrazione per il rifiuto. ”Tutti i piani che avevo fatto, tutte le soluzioni a cui avevo pensato per il nostro matrimonio, tutto e’ diventato spazzatura poche ore dopo il ritorno a New York”.