D’Amico: “Non ci saranno elezioni se prima non si legalizzano i partiti”

 

 

CARACAS – Tutto rimandato alle calende greche? Le elezioni amministrative non potranno realizzarsi entro il primo semestre dell’anno, come aveva annunciato la presidente del Consiglio Nazionale Elettorale, Tibisay Lucena. Tania D’Amelio, direttrice dell’organismo elettorale, nel corso di una intervista rilasciata all’emittente radiofonica “Unión Radio”, ha reso noto che non vi saranno elezioni prima della conclusione della tappa di legalizzazione dei partiti politici.

– Fino a quando non conclude il processo di rinnovamento dei partiti – ha spiegato la direttrice del Cne – non si annuncerá la data delle elezioni regionali. Non si puó violare il diritto delle organizzazioni politiche a partecipare e a presentare i propri candidati alle “amministrative”.

D’Amico, che ha precisato che la legittimazione dei partiti concluderà il 21 giugno, ha assicurato che il tema elettorale è fondamentale per il Cne. Il 18 febbraio inizierà la corsa dei partiti per ottenere il riconoscimento del Cne. Sarà un percorso tutto in salita, soprattutto quelli meno numerosi e piú deboli economicamente. Per il momento sono stati abilitati 390 centri, con appositi computer per registrare le impronte digitali. Ma il loro numero, e il tempo a destinazione per la raccolta delle firme, sembrano decretare a priori la scomparsa di numerosi partiti; anche di quelli storici come il “Partito Comunista Venezolano”. Almeno, ufficialmente

Il tema “elezioni” è stato affrontato dal Tavolo dell’Unità in un lettera diretta alla “Unión de Naciones Suramericanas” e ai mediatori nel “tavolo di dialogo” tra opposizione e governo.

Nel comunicato, il Tavolo dell’Unità esprime le proprie perplessità su quanto accade nel Paese in cui il governo insiste nel dialogo mentre cerca di illegalizzare i partiti politici.

Il Tavolo dell’Unità conferma la propria condizione di “maggioranza democratica e pacifista” e denuncia le presunte manovre del governo per “spingere il Paese verso l’abisso della violenza, al chiudere ogni via di accesso alla soluzione pacifica del conflitto”.

La coalizione dell’Opposizione denuncia, poi, che il governo “sequestra referendum, sospende elezioni, arresta consiglieri comunali, sindaci e deputati violando la loro immunità parlamentare, annulla passaporti agli esponenti dell’Opposizione e ora pretende anche illegalizzare i partiti dell’Opposizione”.

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