Legge elettorale: rinvio in Commissione Affari Costituzionali

ROMA. – Sembra sempre più a rischio l’approdo in Aula, per il 27 febbraio, della riforma della legge elettorale. La Commissione Affari Costituzionali che doveva stabilire il programma dei lavori, ha infatti rinviato a giovedì la riunione dell’ufficio di presidenza che deve organizzare i tempi, tra le proteste di alcuni gruppi e soprattutto del M5s.

“La realtà è che non vogliono farci votare. Il Pd e gli altri partiti della maggioranza continuano a fare melina” attaccano i 5 Stelle “Nessuna melina, il rinvio è necessario” precisa Andrea Mazziotti, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e relatore della legge che spiega: “il rinvio a giovedì è necessario perché quel giorno sarà stabilito, insieme ai colleghi della bilancio, il calendario del Milleproroghe, che scade il 28, e sapremo se ci sarà un altro decreto legge da esaminare in Commissione oltre agli altri provvedimenti già calendarizzati”.

Ma sul nuovo rinvio scoppia la polemica. “Il 27 è dopodomani e siamo qui senza che i partiti abbiano ancora portato la loro proposta. Questi sono i fatti” avverte Danilo Toninelli ma Emanuele Fiano garantisce: “Il Pd è per mantenere la data del 27 febbraio”.

A proporre invece di prendere atto del superamento della data indicata dalla Conferenza dei capigruppo è Gian Luigi Gigli (Democrazia solidale-Centro democratico): “il Presidente l’ha fatta sua perché deve tenere conto del lavoro che manca da fare” assicura il deputato. Una proposta appoggiata da Laura Ravetto di Forza Italia che che punta l’indice contro il Pd: “siamo arrivati a una legislatura ad personam, quella del segretario Pd Renzi, che ora decide anche il calendario dei lavori parlamentari”.

Ma il capogruppo di Fi in Commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto difende la scelta di Mazziotti: “Il presidente ha tracciato un programma dei lavori secondo le urgenze derivanti dai decreti legge da trattare e convertire in termini perentori. Mi sembra una posizione assolutamente ragionevole e che solo per motivi strumentali viene agitata da alcune forze politiche come ‘dipendente’ dalla legge elettorale. Prima di polemizzare inutilmente, si dovrebbe sapere esattamente quello che si dice e perché”.

Assente la Lega, proteste sono arrivate anche da Fdi che ha reclamato a gran voce una parola chiara dalla Commissione: “se vogliono essere realisti bisogna avere il coraggio di dire chi è che vuole tirare a campare, frapponendo qualunque ostacolo affinché si discuta subito la legge elettorale” attacca Ignazio La Russa che ricorda: ” è passato un mese dalla sentenza della Corte e questo tempo non è stato utilizzato neppure per cominciare la discussione. Io pretendo soltanto, e per questo ho alzato la voce in Commissione, che dicano se ritengono di voler arrivare alla fine della legislatura”.

Intanto il Pd riunirà alla Camera l’assemblea del Gruppo: all’ordine del giorno c’è la legge elettorale.

(di Francesca Chiri/ANSA)