Pisapia fa le prove dell’Ulivo: “Non rottamo, ma serve una svolta”

MILANO. – Prendi un ex sindaco, che ha strappato Milano al centrodestra dopo vent’anni, un senatore con un passato da ulivista di ferro e legami forti con l’associazionismo, un vicepresidente di Regione che fa parte del coordinamento di Sel e una presidente della Camera, mettili in una sala a fare un dibattito sulla buona politica moderato da Gad Lerner e quello che esce sono prove di un nuovo Ulivo, o meglio di campo progressista.

È quello che è successo a Milano dove un migliaio di persone (fra gli altri il deputato Bruno Tabacci e il fotografo Oliviero Toscani) si sono ritrovate per ascoltare la proposta di Giuliano Pisapia aperta a civismo e amministrazioni che guarda alla sinistra e al centrosinistra per non vedere “mai più una parte governare con la destra”.

L’ex sindaco non si sente un nuovo Romano Prodi, tanto che a una domanda sul leader che creò l’Ulivo, ha risposto di essere Pisapia, però è convinto che serva una svolta, “discontinuità”. “Volevo andare in pensione – ha raccontato lui che ha rifiutato di candidarsi per un secondo mandato a Milano – ma quello che mi è scattato è stato vedere quanto bisogno c’è di buona politica”, con un programma che nasce dal basso perché bisogna ascoltare.

Perché “non puoi sbeffeggiare i sindacati” e se fai scelte sbagliate, come togliere l’Imu anche a chi ha dieci appartamenti, devi “dire ho sbagliato e fare autocritica”. Difficile non pensare all’ex premier Matteo Renzi anche se Pisapia non lo ha citato e ha assicurato di non voler rottamare nessuno.

Certo, ha caricato la dose Laura Boldrini, “la sinistra ha perso la bussola e se ci sono tanti delusi è perché qualcuno li ha delusi. La sinistra ha deluso facendo la destra”. “C’è bisogno di cambiare radicalmente” ha aggiunto il vicepresidente del Lazio Massimiliano Smerigllio.

Per Boldrini l’incontro non serviva per creare un movimento politico ma per un confronto di idee. Ha comunque confermato che sarà all’appuntamento fissato per l’11 marzo a Roma. Seconda tappa di questo percorso che il senatore Franco Monaco si augura porti alla nascita del campo progressista che sappia “rispondere a una domanda estesa di sinistra di governo, civica, plurale con un marcato profilo di novità”.

Le tante amministrazioni locali di sinistra e di centrosinistra dimostrano, secondo Pisapia, che si può fare tutti insieme perché ” i leader non servono”. “Credo che diventino necessariamente un uomo solo al comando. Io – ha concluso – credo nel noi non nell’io”.

(di Bianca Maria Manfredi/ANSA)

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