Gremios periodísticos rechazan salida del canal CNN de Venezuela

Pubblicato il 16 febbraio 2017 da redazione

Tinedo Guía, presidente del Colegio Nacional de Periodistas.

CARACAS¬- El presidente del Colegio Nacional de Periodistas (CNP), Tinedo Guía, rechazó la medida tomada por la Comisión Nacional de Telecomunicaciones (Conatel) de eliminar de las cableras venezolanas el canal internacional CNN en Español. Consideró que el hecho viola el artículo 57 de la Constitución de la República.

-La medida de Conatel es una censura previa y debe ser penada, porque la libertad de expresión está establecida en nuestra legislación. Ningún medio debe ser censurado y ningún periodista debe ser atropellado por el gobierno,− indicó en rueda de prensa este jueves desde las inmediaciones de Conatel, poco antes de entregar un documento que repudia la sanción emitida por el organismo.

El Presidente del CNP afirmó que “cerrar un medio de comunicación es una práctica que no le hace ningún bien a Venezuela”. Agregó que la libertad de expresión es un derecho libre.

-Esta es una acción que debemos tomar los comunicadores sociales venezolanos. Cerrar CNN en español solamente priva los venezolanos de la oportunamente de estar mejor informados o que conozcan la información, que pueda pedir un derecho a réplica quien haya sido difamado en la información que se propició en ese canal,− aseveró Tinedo.

El periodista señaló que el gobierno intenta que todos los medios publiquen información beneficiosa para su gestión gubernamental lo que, a su juicio, alejaría al periodismo de su labor real y lo acercaría más a la propaganda.

-Los periodistas que hacen noticias en beneficio de los políticos no hacen periodismo sino propaganda –sostuvo-. No lo vamos a permitir, el que lo haga se le será revocada su colegiatura.

Asimismo, la Asociación de Prensa Extranjera (APEX), que reúne a corresponsales extranjeros en el país, difundió una declaración en rechazo a la medida.

“En la práctica significa el cierre de un medio de comunicación y de una ventana de información, a contravía de las libertades consagradas en principios y textos aceptados por organizaciones y tratados internacionales de los que hace parte Venezuela”, adujeron.

Ultima ora

10:24Giappone: esercitazione anti-missile a Tokyo

(ANSA) - TOKYO, 22 GEN - Sotto la prima neve dell'anno a Tokyo si è svolta la prima dettagliata esercitazione per preparare i residenti della capitale ad un eventuale lancio di un missile dalla Corea del Nord. Circa 350 persone hanno preso parte alla prova condotta all'interno di una stazione della metropolitana al centro nord della città, e in un parco adiacente del comune di Bunkyo. Simili esercitazioni sono state organizzate di recente in diverse località del Giappone, in concomitanza con la crescente minaccia rappresentata dal programma missilistico e nucleare del regime di Pyongyang. Sotto la guida degli agenti, al suono delle sirene del sistema di difesa antimissile J-Alert, i partecipanti hanno evacuato la stazione di Kasuga e altri palazzi circostanti. Agli impiegati del comune di Bunkyo è stato dimostrato come ripararsi durante la simulazione, mentre gli inservienti del parco facevano vedere ai visitatori come cercare rifugio dentro gli edifici più robusti.

10:10Afghanistan: rapita a Kabul dipendente Onu con figlia

(ANSA) - KABUL, 22 GEN - Una dipendente, di cui ancora non si conosce la nazionalità, della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) è stata rapita oggi a Kabul insieme alla figlia che stava portando a scuola. Lo riferisce la tv Tolo.

09:43Corea: Seul, manifestanti per le strade bruciano foto Kim

(ANSA) - SEUL 22 GEN - Un gruppo formato da circa 150-200 attivisti conservatori ha tentato di bruciare una grande foto del leader nordcoreano Kim Jong-un e una bandiera della Corea del Nord alla stazione di Seul mentre passava una delegazione di Pyongyang. Le proteste sono scattate proprio quando il gruppo stava rientrando dalla visita nelle zona dove potrebbero risiedere i partecipanti alle Olimpiadi invernali in programma il prossimo mese. Il principio di incendio è stato domato dalla polizia intervenuta immediatamente con gli estintori.

09:34Filippine: forte eruzione vulcano Mayon

(ANSA-AP) - MANILA, 22 GEN - C'è stata un'eruzione 'esplosiva' dal vulcano Mayon, uno dei più attivi e temibili delle Filippine. Le autorità hanno deciso di alzare il livello di allerta a 4. Nei giorni scorsi oltre 12.000 persone sono state evacuate entro un raggio di 7 chilometri dal vulcano, che si trova a circa 330 chilometri a sudovest di Manila, a causa del rischio di un'eruzione imminente. L'allerta quattro non è ancora il livello più alto di emergenza ma significa che un'eruzione è possibile nei prossimi giorni. Renato Solidum, dell'istituto di sismologia e vulcanologia delle Filippine, ha spiegato che dal vulcano Mayon è uscita un'enorme colonna di frammenti vulcanici, cenere e vapore che hanno avvolto in una nuvola nera i villaggi che si trovano nelle vicinanze.

05:42Shutdown: nessun accordo al Senato Usa, voto rinviato (2)

(ANSA) - WASHINGTON, 22 GEN - Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E' stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata chenon è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l'inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data.

01:53Mo: Abu Mazen chiederà a Ue riconoscimento Palestina

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) chiederà all'Ue di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, nel corso della sua visita odierna a Bruxelles. Lo ha detto all'agenzia France Press in un'intervista ripresa dda molti media internazionali il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad Al-Maliki. Abu Mazen, ha detto, "si aspetta che i ministri degli esteri europei riconoscano collettivamente lo stato di Palestina", in risposta alla decisione Usa su Gerusalemme capitale di Israele. Abu Mazen deve incontrare oggi il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i 28 ministri degli ESteri dell'Ue, al margine della loro riunione mensile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva avuto lo stesso incontro l'11 dicembre scorso. "Se gli europei vogliono avere un ruolo, allora devono essere equilibrati nel trattamento delle parti e ciò dovrebbe iniziare con il riconoscimento dello stato di Palestina", ha affermato ancora il capo della diplomazia palestinese.

01:09Papa: si congeda da Perù, “terra di speranza, siate uniti”

(ANSA) - LIMA, 21 GEN - "Ho iniziato il mio pellegrinaggio tra voi dicendo che il Perù è una terra di speranza. Terra di speranza per la biodiversità che vi si trova insieme con la bellezza di luoghi capaci di aiutarci a scoprire la presenza di Dio". Così il Papa nel suo saluto al Perù al termine della messa alla Base aerea di Las Palmas alla quale secondo le autorità locali hanno assistito 1,3 milioni di persone "Terra di speranza - ha detto - per la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi costumi che hanno segnato l'anima di questo popolo". Terra di speranza "per i giovani, che non sono il futuro ma il presente del Perù". "A loro chiedo di scoprire nella sapienza dei loro nonni, degli anziani, il Dna che ha guidato i vostri grandi santi - ha aggiunto -. Non sradicatevi. Nonni e anziani, non smettete di trasmettere alle giovani generazioni le radici del vostro popolo e la sapienza della via per arrivare al cielo". "Vi invito a non aver paura di essere i santi del XXI secolo. Fratelli peruviani, avete tanti motivi per sperare, l'ho visto, l'ho toccato con mano in questi giorni. Custodite la speranza. E non c'è miglior modo di custodire la speranza che rimanere uniti", ha concluso Francesco.

Archivio Ultima ora