Delitto Gucci: vedova del tutto libera dopo 22 anni

Patrizia Reggiani viene scortata in aula per un' udienza del processo per l' omicidio dell' ex marito Maurizio Gucci nel 2000 ANSA
Patrizia Reggiani viene scortata in aula per un’ udienza del processo per l’ omicidio dell’ ex marito Maurizio Gucci nel 2000 ANSA

MILANO. – Ci sono anche l’impegno di Patrizia Reggiani “a risarcire integralmente i danni alle parti civili” nel momento in cui riceverà le somme che le sono riconosciute dalla sentenza emessa dalla Corte di Appello di Milano civile, “l’attività lavorativa prestata con impegno e disponibilità” e la “natura dei reati in espiazione (maturati in un contesto di gelosia ossessiva irripetibile)” alla base della decisione del giudice di Sorveglianza di Milano Roberta Cossia di fare della vedova di Maurizio Gucci una donna completamente libera.

Come chiesto dall’avvocato della ex dark lady del mondo della moda, Danilo Buongiorno, “soddisfatto” per l’esito, la Reggiani non dovrà sottoporsi ai tre anni di libertà vigilata previsti dalla sentenza che la condannò a 26 anni di carcere come mandante del delitto dell’imprenditore, freddato a colpi di pistola nel ’95 mentre usciva dalla sua abitazione nella centralissima via Palestro di Milano.

“Alla luce della personalità della condannata, del percorso intramurario ed extramurario effettuato – scrive il giudice -, dell’attività lavorativa prestata con impegno e disponibilità, della natura dei reati in espiazione (maturati in un contesto di gelosia ossessiva irripetibile), commesso in epoca ormai risalente, dell’assenza di precedenti penali e di procedimenti penali pendenti, nonché in particolare dell’impegno assunto dalla condannata” nel corso dell’udienza, “si dichiara cessata la pericolosità sociale” della Reggiani.

La vedova Gucci si è impegnata a risarcire le parti civili con quel milione all’anno (più arretrati pari a 23 milioni) che le assegnava il vitalizio stabilito in un accordo siglato con Gucci nel ’93. Per i giudici civili, infatti, “il comportamento penalmente sanzionato di Patrizia Reggiani non ha avuto rilievo sugli accordi con Maurizio Gucci ed è irrilevante”.

“Ogni altra valutazione attiene all’ambito morale e non strettamente giuridico e quindi non influenza l’interpretazione dell’accordo”, hanno argomentato. Sulla decisione del giudice pesa anche il fatto che “l’esperienza lavorativa è stata comunque molto importante” per la Reggiani che ha profuso impegno e disponibilità”.

Dopo 17 anni di cella a San Vittore (ribattezzato dalla donna “San Victor residence”) era stata infatti ammessa all’affidamento in prova ai servizi sociali, la Caritas aveva ritenuto inopportuno un inserimento nelle sue strutture suggerendo una soluzione meno esposta per il pubblico. Il Fai era stato contattato per via della conoscenza della Reggiani delle lingue straniere, ma “non ha dato alcun riscontro”.

Era quindi andata a lavorare in un negozio di alta bigiotteria, in centro a Milano. Fino al mese scorso aveva risarcito con un quinto del suo stipendio il portinaio rimasto ferito durante l’agguato al marito. Qualche mese fa la fine della pena detentiva e la prospettiva di tre anni di libertà vigilata. Ora è del tutto libera.

(di Stefano Rottigni/ANSA)