Forum migranti: basta paura, costruire un futuro comune

Stranieri a Milano, (Foto Omnimilano)
Stranieri a Milano,
(Foto Omnimilano)

ROMA. – Basta paura, basta ossessioni: sul fronte delle migrazioni, Italia ed Europa devono voltare la pagina della “demagogia” e aprirsi al futuro, che sarà in comune con chi arriva. Entra nel vivo il Forum internazionale “Migrazione e Pace”, “From reaction to action”, promosso a Roma dal nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale, dallo Scalabriniani International Migration Network (SIMN) e dalla Fondazione Konrad Adenauer. Le parole del Papa, che chiedono “corridoi umanitari” e “accoglienza diffusa”, riecheggiano durante l’incontro e fanno da filo rosso a chi presenta buone pratiche per l’integrazione e a chi propone politiche d’accoglienza.

“L’Italia ha bisogno di uscire dall’ossessione” della migrazione, insiste il viceministro degli Affari Esteri, Mario Giro, “con una vera legge sull’integrazione, come ce l’ha la Germania”. Sul piano europeo, aggiunge, “per troppo tempo abbiamo visto politici demagogici e populisti utilizzare il tema delle migrazioni soltanto ai fini della polemica dialettica interna”.

Ma ora “dobbiamo prendere sul serio l’Africa con un vero partenariato”, con investimenti. Il riferimento è all'”external investment plan”. Dal Forum più voci chiedono vie legali di accesso all’Europa. “Immaginarle non è una cosa semplice: ci sono problemi tecnico-giuridici da superare”, ricorda il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione. Ma per chi si vedesse rifiutata la richiesta d’asilo o la richiesta di protezione umanitaria e internazionale e nell’attesa avesse “dato concreta prova di volersi integrare o essersi integrato” in Italia – “senza ricorrere alle solite sanatorie generali o a meccanismi dello stesso tipo” -, “sarebbe una strada non solo possibile ma anche, come ha ricordato Papa Francesco, saggia la possibilità di convertirla, eventualmente anche in permesso di soggiorno per ricerca di lavoro o altro”.

Le migrazioni, dice il segretario delegato del dicastero per lo Sviluppo umano integrale, mons. Silvano Tomasi, “hanno la possibilità di trasformare le società, per questo i cittadini dei diversi paesi sono preoccupati. Ma rispondendo solo con la paura al problema delle migrazioni non si arriva a dei buoni consigli, bisogna guardare avanti e cercare di creare un futuro comune”.

“Stiamo vivendo un momento difficile – aggiunge il direttore esecutivo di Simn, Leonir Chiarello – che sembra mettere a dura prova le tradizioni politiche e di accoglienza delle migrazioni. La comunità internazionale ha difficoltà a trovare una risposta comune e sostenibile, è importante trovare sinergie tra attori sociali e politici e condividere le buone pratiche”.

“Noi crediamo che sia nostra responsabilità come cristiani trovare vie per aiutare chi è nel bisogno. Questo supporto non dovrebbe fermarsi a rispondere ai bisogni primari ma andare oltre per costruire un futuro stabile”, conclude il presidente della Fondazione Konrad Adenauer, Hans-Gert Pottering.