Dj Fabo morto in Svizzera: “Vado via da un inferno”

Un'immagine tratta dal profilo Facebook Fabolibero del dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale. FACEBOOKLIBERO
Un’immagine tratta dal profilo Facebook Fabolibero del dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale. FACEBOOKLIBERO

PFAFFIKON (SVIZZERA). – Dalla strada che porta a Pfaffikon, in Svizzera, è possibile ammirare un lago nelle cui acque si specchiano alberi e case. Un paesaggio che Dj Fabo, cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale nell’estate del 2014, non poteva più vedere. Provava solo un dolore insopportabile. E per questo Fabiano Antoniani, 40 anni compiuti da poco, ha deciso di morire. Ha scelto il suicidio assistito nella piccola struttura della Dignitas, in Svizzera, un fabbricato rivestito di acciaio azzurro, coperto da una siepe e dall’anonimato, nascosto nella zona industriale di Pfaffikon, a circa 25 chilometri da Zurigo.

Il suo corpo è ancora all’interno della Dignitas, per il suo rientro in Italia potrebbero servire fino a 48 ore per espletare le procedure amministrative previste dalla legge svizzera. Fabiano è morto alle 11,40 con accanto chi amava: la sua fidanzata Valeria, la madre e tre amici. E’ stato lui stesso a schiacciare il pulsante che ha permesso al farmaco che ha fermato il suo cuore di arrivare in vena. Tecnicamente si tratterebbe quindi di un suicidio assistito.

Ad aiutarlo è stata l’associazione Luca Coscioni, Marco Cappato lo ha accompagnato in Svizzera, pronto ad autodenunciarsi domani stesso alle autorità italiane. Lo stesso Cappato, da una stanza vicino a quella di Fabo, ha dato l’annuncio su Twitter: “Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo”. “Fabo è libero, la politica ha perso, deve capire che il vuoto normativo porta all’illegalità’.

In mattinata le ultime parole di DJ Fabo in un post: ‘Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato’. Poi il grazie a Cappato per “avermi sollevato da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore”.

Fabiano, racconta Cappato, “era sereno ma all’inizio delle procedure, sempre convinto di voler andare avanti, era in ansia perché temeva di non riuscire a mordere il pulsante che avrebbe attivato l’immissione del farmaco letale. Era preoccupato perché la sua cecità non gli permetteva di vedere dove fosse collocato il pulsante esattamente”.

Il giovane, cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale, ha però anche scherzato poco prima di dare avvio alla procedura: “E se non ci riesco? Vorrà dire – ha detto Dj Fabo – che tornerò a casa portando un po’ di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono”. Ha scherzato per due giorni, ricordando la sua vita, anche con risate e battute. Ma appena terminate le visite preliminari, Dj Fabo ha voluto procedere subito, non ha esitato.

Prima di attivare l’ultima procedura per morire ha rivolto però un’ultima raccomandazione ai tre amici che lo hanno accompagnato: “Non prendetemi per scemo ma devo chiedervi un favore: mettete sempre le cinture. Non potete farmi un favore più grande”.

(dell’inviato Roberto Ritondale/ANSA)