Temeva per l’eredità, imprenditore ucciso dal figlio

CARACAS – In un primo momento, gli inquirenti, analizzate le prove raccolte sul luogo del delitto, si erano convinti che si trattasse di una rapina finita male. D’altronde, in Venezuela è assai comune che piccoli delinquenti dal “grilletto facile” sparino a sangue fredda alla propria vittima, senza alcun motivo. Basta l’accenno di reazione, uno sguardo, una parola mal interpretata. Insomma, l’omicidio del connazionale Brunio Allio, imprenditore italo-venezuelano di 60 anni che tempo fa aveva lasciato il Cuneese per cercare fortuna a Maracaibo, doveva rientrare nelle statistiche di una tragica rapina finita col morto. Ma c’era qualcosa che non convinceva gli inquirenti che hanno continuato ad indagare e, in tempo record, sono riusciti a ricostruire la trama del delitto, a raccogliere nuove prove, a risalire al mandante del delitto e a appurare il movente. Dopo uno scontro a fuoco, la polizia ha arrestato il figlio del connazionale: Santiago Giovanni Allio Torres, 24 anni. ‘Brunito’, come lo chiamava con affetto il padre, non ha retto all’interrogatorio e, di fronte a prove irrefutabili raccolte dalla polizia, avrebbe confessato di avere organizzato l’agguato con la complicità di un amico, anche lui ora in prigione.
Allio si sarebbe sposato di nuovo tra qualche settimana con una funzionaria ministeriale. La notizia del matrimonio avrebbe destato la gelosia del giovane e alimentato in questi il timori di perdere l’eredità o, in ogni caso, di doverla dividere con la “nuova” integrante della famiglia. Pare, poi, che a convincere “Brunito” sulla “necessità” di eliminare il genitore sia stata la convinzione dell’imminente vendita dell’azienda. Sembra infatti che Allio fosse orientato a vendere la fabbrica per tornare in Italia e, col ricavato, trascorrere una vecchiaia tranquilla con la nuova compagna.
“Brunito” avrebbe assoldato due sicari per una manciata di bolivares, li avrebbe fatti entrare in casa e li avrebbe nascosti tra i sedili del Suv del padre. Gli assassini avrebbero dovuto simulare una rapina. Evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto. La polizia dello Stato Zulia, agli ordini del commissario Gervasio Vera, è riuscita a risalire ai colpevoli in poco tempo. Oltre a “Brunito” e all’amico è stato arrestato anche uno dei due sicari, 18 anni, mentre l’altro, un minorenne, sarebbe ancora ricercato.
La notizia dell’omicidio, che ha scosso la nostra comunità di Maracaibo, è rimbalzata anche in Italia. Bruno Allio era nato a Paesana, nella valle da cui sorge il fiume Po. Mario Anselmo, Sindaco di Paesana, ha affermato che Allio gli avrebbe assicurato che sarebbe tornato presto. In paese vive ancora la sorella Giancarlache è stata contattata dalla Farnesina – che ha confermato il decesso – per fornire l’assistenza necessaria in questi casi.