Mosca: “Se gli Usa aumentano le spese militari, reagiremo”

FOTO REUTERS/Sergei Karpukhin
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MOSCA. – La Russia non potrà far altro che “reagire” se gli Stati Uniti vareranno davvero l’aumento massiccio delle spese militari, così come annunciato da Donald Trump. A mettere le mani avanti è stato Leonid Slutsky, capo della Commissione Esteri della Duma. Che però ha pure sottolineato come “per ora” si tratti “di retorica pura”. Dalle parole, insomma, si deve passare ai fatti. Ma soprattutto non è il caso di alzare troppo la tensione fra Mosca e Washington prima che Putin e Trump abbiano avuto l’occasione di parlarsi a quattr’occhi.

A gettare acqua sul fuoco – in seguito alla ‘doppietta’ aumento spese militari e possibile rafforzamento dell’arsenale atomico Usa con conseguente revisione dei trattati sul disarmo nucleare – è infatti il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov, che ha sottolineato, in una tavola rotonda alla Duma, come siano gli oppositori di Trump ad “alimentare la russofobia per screditare la nuova amministrazione americana”.

“È ovvio – ha dichiarato – che le relazioni Usa-Russia possono soffrire in qualche modo di questi tentativi maliziosi. Ma noi lo capiamo e siamo al lavoro per minimizzare questi sforzi e non drammatizzare la situazione”. Ecco allora che, per Ryabkov, le dichiarazioni di Trump sul possibile riarmo nucleare “non sono una sorpresa per la Russia” né tantomeno sono sufficienti per imporre a Mosca “un cambio di rotta”.

Detto questo, il vice ministro degli Esteri ha notato come il trattato New Start sia “utile” e la Russia non abbia nessuna intenzione di “cambiarlo”. D’altra parte, anche il vice ministro della Difesa russo Alexander Fomin è intervenuto, nella stessa giornata, per ricordare che il trattato “è operativo e in vigore”.

“Credo – ha detto – che sia necessario lavorare sul trattato esistente, mentre tutte le altre cose sono insinuazioni e congetture”. Se poi gli Usa dovessero avanzare proposte per un’ulteriore “riduzione e limitazione” delle armi strategiche offensive Mosca sarebbe pronta a discutere. Di stracciare il trattato, dunque, non se ne parla nemmeno.

A intervenire poi sul tema dell’aumento delle spese militari Usa – che da solo, segnalano diversi analisti, varrebbe l’80% del budget militare russo – è stata anche la Cina. “Speriamo che le politiche e le misure Usa possano portare benefici alla pace e alla stabilità globale”, ha commentato Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri, secondo cui è solo ipotetico legare l’incremento alla situazione del mar Cinese meridionale.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)