La svolta di Trump al Congresso. Rinviato il bando

US President Donald J. Trump (S) durante il discorso al Congresso. 28 Febbraio 2017. EPA/SHAWN THEW
US President Donald J. Trump (S) durante il discorso al Congresso. 28 Febbraio 2017.
EPA/SHAWN THEW

NEW YORK. – Per la prima volta “come un vero presidente”. Nessuno, il giorno dopo il solenne debutto di Donald Trump davanti al Congresso americano, può ignorare la svolta ‘soft’ che il presidente americano sembra aver imboccato. Almeno nei toni, mentre sui reali contenuti della sua agenda restano ancora ampie zone grigie. Tanti titoli, insomma, ma pochi dettagli concreti.

Fatto sta che, messe da parte la retorica incendiaria e la visione cupa di un’America in declino, il tycoon ha offerto un discorso pieno di ottimismo e speranza, lanciando più di un appello all’unità: ai repubblicani (ancora divisi su molte questioni come il muro col Messico, la nuova riforma sanitaria e la riforma delle tasse), ai democratici (di cui avrà bisogno per far passare alcune delle sue ricette a Capitol Hill) e all’intero Paese (chiamato a reagire anche contro la preoccupante ondata di atti di stampo antisemita).

“L’America deve riprendere a sognare in grande. E’ l’ora di mettere da parte le polemiche e di concentrarsi sulle cose da fare”, il messaggio di Trump, che ha sfoderato una calma inusuale, un atteggiamento sobrio, leggendo gran parte del discorso scritto dal suo consigliere Stephen Miller sul teleprompter, senza insidiose improvvisazioni. Merito anche della figlia Ivanka – notano alcuni osservatori – che ha una notevole influenza sul padre e ha spinto per un messaggio più positivo rispetto al passato.

Dagli scranni repubblicani lo hanno ripagato con diverse standing ovation, ma il tycoon è riuscito a strappare anche qualche applauso ai democratici. Mentre i sondaggi dicono che il 69% degli americani ha apprezzato ed è convinto che le politiche di Trump guideranno il Paese “nella giusta direzione”.

Anche i mercati brindano, con Wall Street che continua a volare sulle ali dell’ottimismo e il Dow Jones che macina record su record, superando per la prima volta nella sua storia i 21 mila punti.

Per non rovinare questo idillio creatosi improvvisamente dopo settimane di caos, la Casa Bianca ha deciso di rinviare ancora una volta il varo del ‘bando bis’, il nuovo decreto che vieta l’ingresso negli Usa ai cittadini di alcuni Paesi a maggioranza musulmana.

Il provvedimento, riscritto da cima a fondo, è pronto. E – secondo le indiscrezioni – è decisamente ‘annacquato’ rispetto al testo originario, quello che ha scatenato un pandemonio di disagi e polemiche prima di essere bocciato ai giudici: non dovrebbe più riguardare chi possiede già un visto, i residenti permanenti e le green card. E non dovrebbe più coinvolgere l’Iraq, riducendo a sei i Paesi interessati.

Più incerta resta la posizione del tycoon sulla riforma complessiva dell’immigrazione. In un incontro alla Casa Bianca Trump è sembrato per la prima volta pronto ad abbandonare la linea dura e ad abbracciare un compromesso che tenga fuori dalla stretta milioni di immigrati irregolari: quelli che non hanno mai commesso reati gravi e i cosiddetti ‘dreamers’ (le persone entrate clandestinamente negli Usa da bambini).

In effetti quella che molti suoi sostenitori giudicano una sorta di ‘amnistia’. Nel suo intervento in Congresso, comunque, nulla di tutto questo è emerso, se non un generico appello a lavorare insieme per un sistema basato sul merito e sulla capacità degli immigrati di mantenersi finanziariamente. Mentre la promessa dell’inizio a breve del muro con il Messico resta intatta.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)