Violenze contro le donne e in famiglia, fenomeno devastante in Italia

Pubblicato il 02 marzo 2017 da ansa

contro violenza donne; no a indifferenza

ROMA. – Ogni tre giorni e mezzo avviene in media in Italia l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali. Questi i dati di un fenomeno che purtroppo vede anche una preoccupante presenza di abusi su minori, con una fortissima incidenza di violenze nelle famiglie e una responsabilità pressoché esclusiva da parte degli uomini.

FEMMINICIDIO, FENOMENO DILAGANTE: 120 donne uccise nel 2016 più altre 5 solo dall’inizio del 2017. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740 di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia.

LE TROPPE VIOLENZE IN FAMIGLIA: un dettaglio dei dati di tutte le forze di polizia fa emergere un quadro veramente devastante: – gli omicidi di donne in ambito familiare sono stati 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016; – gli atti persecutori (circa il 76% in danno delle donne) 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016; – i maltrattamenti in famiglia (circa l’81% in danno delle donne) 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016; – le percosse (circa il 46% in danno delle donne) 15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016; – le violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne) 4257 nel 2014, 4000 nel 2015, 3759 nel 2016.

SEMPRE PIÙ ABUSI SU MINORI, SOPRATTUTTO RAGAZZE – Dal 2011 diminuiscono, secondo il rapporto di Terres del Hommes, le violenze sessuali e quelle aggravate, rispettivamente -26% e -31% ma in termini assoluti (in tutto 908 minori nel 2015, per oltre l’82% femmine, pari a 770) costituiscono le tipologie con maggior numero di vittime dopo i maltrattamenti in famiglia (1.442, +24%) e la violazione degli obblighi di assistenza familiare (8.961, +9% rispetto al 2011), dove la percentuale di femmine e’ abbastanza allineata all’altro sesso. Tra i primi nemici di bambine e ragazze ci sono i coetanei: lo documentano i dati del ministero della giustizia che segnalano in carico dei Servizi sociali ben 817 minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali; 267 invece sono responsabili di sfruttamento della pornografia e prostituzione minorile.

PREVENZIONE E FAR EMERGERE IL SOMMERSO: “Dobbiamo lavorare per fare emergere il sommerso – spiega il Servizio centrale della Polizia sulla violenza di genere – dobbiamo lavorare sui bambini, le famiglie e le scuole e fare informazione sui rischi del web, un territorio virtuale che lascia il segno”. Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare il prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.

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