Gite scolastiche, due studenti su cinque non partono

Pubblicato il 02 marzo 2017 da ansa

ROMA. – Si avvicina la primavera e per gli studenti c’è l’attesissimo appuntamento con la gita di classe. Purtroppo però per molti ragazzi quello del viaggio d’istruzione rimarrà soltanto un sogno: tra ostruzionismi, paure e motivi economici quasi 2 studenti su 5 non riusciranno a partire. Ma qualcuno non vuole proprio rinunciare alla sospirata vacanza, così ha deciso di organizzarla lo stesso per conto proprio: lo farà (o l’ha già fatto) poco meno della metà dei delusi – il 22% con i genitori, il 20% con gli amici; il 58% di loro, al contrario, si è già rassegnato all’idea di rimanere a casa.

E’ quanto emerge da un’indagine di Skuola.net che ha intervistato online circa 3mila ragazzi di Medie e Superiori. A pesare sul destino dei ragazzi non ci sono solo aspetti prevedibili, primo fra tutti la mancanza di fondi a disposizione delle scuole. Solo nel 16% dei casi, infatti, ci sono motivi economici alla base della decisione di non far andare in gita gli studenti.

E non è neanche per le condizioni in cui ultimamente versano molte famiglie: se solo il 6% degli intervistati dice che non andrà in gita perché inciderebbe troppo sul bilancio familiare, vuol dire che quasi la totalità dei genitori è disposta a rinunciare a qualcosa pur di far fare la vacanza scolastica al figlio.

Il problema, semmai, è un altro e coinvolge direttamente i professori. Il 39% degli studenti che non partiranno, infatti, ha rivelato che la gita è saltata proprio perché i docenti si sono rifiutati di accompagnarli. Le ragioni possono essere diverse. Qualcuno, magari, non se la sente di avere la responsabilità di una classe intera; oppure sa già che qualche elemento gli creerà problemi; ma anche la mancanza di incentivi (soprattutto monetari) riconosciuti ai prof accompagnatori potrebbe aver giocato un ruolo decisivo.

Tra le altre cause di rinuncia al viaggio di istruzione è, invece, marginale la paura per il terrorismo internazionale: ha riguardato appena il 4% delle scuole. Mentre il 6% ha informato che la gita è saltata perché non è stato raggiunto un numero sufficiente di adesioni.

Quanto alle destinazioni, la metà di chi parte ha scelto l’Italia, gli altri si sono divisi abbastanza equamente tra gli altri Paesi europei; solo il 2% ha potuto permettersi vacanze fuori dal Vecchio Continente. Le mete più gettonate tra quelle non italiane sono Berlino, Praga, Londra, Atene. La minaccia terroristica, dati alla mano, ha influenzato la decisione finale solo nel 18% dei casi; la scelta di Berlino (selezionata dal 10% degli studenti) ne è la dimostrazione.

Più importanti altri fattori, soprattutto di tipo culturale: il 66% ha messo l’interesse storico della destinazione in cima alle priorità. In 1 caso su 4, invece, si è optato per mete che facessero risparmiare. Non stupisce, quindi, che il mezzo di trasporto più usato sia il pullman (47%), relegando al 10% l’uso del treno. Bene anche le compagnie aeree low-cost (20%) e i voli di linea (18%), probabilmente scelti soprattutto per i viaggi fuori dai confini italiani.

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