Pressing di Grillo per far saltare il tavolo e andare a votare

L'allora vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio (C), con Riccardo Fraccaro (S) e Laura Bottici (D) durante la presentazione della proposta del Movimento sui vitalizi nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, Roma, 27 febbraio 2017. ANSA / ETTORE FERRARI
Il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio (C), con Riccardo Fraccaro (S) e Laura Bottici (D) durante la presentazione della proposta del Movimento sui vitalizi nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, Roma, 27 febbraio 2017. ANSA / ETTORE FERRARI

ROMA. – “Tic-Tac, Tic-Tac”, scandisce Luigi Di Maio che guarda a settembre e alla chiamata in piazza degli italiani nel caso in cui dovesse essere bocciata la proposta del M5s di abolizione dei “vitalizi” dei parlamentari. Ma il count-down potrebbe improvvisamente portare indietro le lancette del big-bang a cui puntano i pentastellati con la presentazione della mozione di sfiducia al ministro Lotti per l’affare Consip.

“Il ministro dello Sport non deve rimanere al governo un minuto di più. Vogliamo vedere se, nei rappresentanti dei cittadini presso le Camere, sia rimasto un briciolo di dignità. Li sfidiamo a votare la nostra mozione e a sfiduciare Lotti” annuncia un post sul blog di Beppe Grillo.

E’ l’opportunità per i 5 Stelle per intestarsi la battaglia al ‘Giglio Magico’ e focalizzare su di loro l’attenzione come unico partito anti-sistema. Costringendo la Lega ad andargli dietro. Ed anche il variegato fronte antirenziano di sinistra. Matteo Salvini ha infatti già annunciato che voterà a favore della sfiducia e anche Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana, ha preannunciato il Sì nel caso in cui il ministro non cedesse alle dimissioni.

E’ già un successo per il M5S che potrebbe, se mai il voto dovesse per caso andare a segno, ottenere un risultato insperato: accelerare l’agognato ritorno al voto che i 5 Stelle vedono con preoccupazione allontanarsi sempre di più.

Intanto, passo dopo passo, il Movimento ottiene però i primi risultati: ha ottenuto la calendarizzazione in Ufficio di presidenza della Camera della proposta sui “vitalizi” e, soprattutto, ha portato a casa la disponibilità del governo ad un’informativa alle Camere dopo che già mercoledì in Conferenza dei capigruppo aveva chiesto che Gentiloni riferisse su Lotti. Ora la pressione è per ottenere la calendarizzazione della sfiducia. I parlamentari 5 Stelle hanno depositato la mozione sia alla Camera sia al Senato ma è a palazzo Madama che puntano e lì martedì pomeriggio è in programma una capigruppo.

“Nel rispetto dei tempi previsti dal Regolamento, riteniamo debba essere discussa dall’assemblea appena possibile”, scrive la capogruppo Michela Montevecchi al presidente Pietro Grasso. Nella mozione, il M5s, che ha di recente modificato il regolamento interno sui casi in cui il Movimento esige un passo indietro dell’eletto indagato, scrive che “ferme restando le eventuali responsabilità che dovranno essere accertate in sede giudiziaria, i fatti indicati minano fortemente la credibilità del Ministro e pongono un grave pregiudizio sulle sue capacità di svolgere liberamente” le sue funzioni.

Ma il Pd non ci sta. “Non ci risulta che il M5S abbia chiesto un passo indietro alla sindaca di Roma, indagata per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Ormai non è più tollerabile la doppia morale dei grillini, il loro giustizialismo a targhe alterne in cui al Pd viene applicata la presunzione di colpevolezza, mentre ogni indagine sul Movimento è un complotto” attacca il dem Andrea Romano.

Il 5 Stelle Alfonso Bonafede, ‘tutor’ parlamentare del Campidoglio, spiega: “Non parlo di ciò che è giuridicamente e penalmente rilevante. Noi di M5s riteniamo che una forza politica onesta debba fare anche una valutazione in termini di etica e in termini politici”.

(di Francesca Chiri/ANSA)