Libertadores, debutto vittorioso per la Chapecoense con dedica speciale

CARACAS – Pregare nello spogliatoio, farsi il segno della croce ogni volta che si entra in campo o indicare il cielo dopo il gol. Per molti giocatori la fede in Dio va al di là del terreno di gioco. In alcuni spogliatoi ci sono dei posti speciali dove pregare: con figurine dei santi e le candeline. Come una sorta di santuario. Uno di questi casi, è quello della Chapecoense, che ieri sera ha espugnato il Pachencho Romero di Maracaibo battendo per 1-2 lo Zulia. Questa era la prima gara oltre i confini del proprio paese per la formazione brasiliana, 99 giorni dopo la tragedia.

Al 33’ è Reinaldo a sbloccare il risultato con un missile che non lascia scampo al portiere Renny Vega (non esente da colpe) su calcio di punizione dalla destra. Nella ripresa arriva il raddoppio di Luiz Antonio al 69′. Indolore il goal del 2-1 per i venezuelani firmato da Juan Arango (78’).

Per la Chapecoense, la vittoria contro lo Zulia in Copa Libertadores è il simbolo della rinascita, una sorta di punto di ripartenza 99 giorni dopo la tragedia di Medellín. Quella del Pachencho Romero è stata la prima partita fuori dai confini brasiliani per la ‘Chape’. E che miglior modo per ritornare a giochare a livello che nello scenario della prestigiosa Coppa Libertadores.

L’occasione giusta per sorridere e lasciarsi alle spalle il dolore, e questa volta piangere ma dalla gioia. Della rosa per la massima manifestazione continentale fanno parte anche due sopravvissuti al disastro: Neto e Alan Ruschel. Entrambi non sono ancora pronti per tornare in campo, ma hanno voluto comunque viaggiare assieme ai compagni di squadra ed essere presenti alla gara. Ed ora la Chapecoense può continuare a coltivare quel sogno di sedersi sul tetto d’America.

(Fioravante De Simone)