Corruzione: per un italiano su 5 è il primo problema del Paese

L'infografica realizzata da Centimetri della mappa della corruzione nel mondo secondo il rapporto annuale di Transparency International. Roma, 27 gennaio 2016. ANSA/ CENTIMETRI
L’infografica realizzata da Centimetri della mappa della corruzione nel mondo secondo il rapporto annuale di Transparency International. Roma, 27 gennaio 2016. ANSA/ CENTIMETRI

ROMA. – La corruzione, nel binomio con l’inefficienza, è per un italiano su 5 (il 19,2%) il principale problema che il Paese deve affrontare in questo momento. Ben più dell’immigrazione, che è importante per l’,11,7% e della criminalità (il 4,9%). Mentre sono i temi economici, crisi e disoccupazione, le principali emergenze secondo i cittadini. Tra l’altro, la percentuale di chi segnala la lotta alla corruzione come prioritaria è aumentata consistentemente in un anno, rispetto al 14% del 2016.

E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, al centro di una ricerca di Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon dell’Università di Urbino presentata al convegno dell’Autorità nazionale anticorruzione ‘Conoscere la corruzione per combatterla. Una prospettiva interdisciplinare all’analisi dei fenomeni corruttivi’.

Per dire, la corruzione è la prima emergenza solo per il 6% dei francesi e degli inglesi, per l’8% dei tedeschi; più vicini i polacchi (17%) e gli ungheresi (15%). Quasi fosse una zavorra nazionale, un tratto distintivo, tanto che secondo il 68% dei nostri connazionali “la corruzione in politica è lo specchio della società italiana”. E il 42% ritiene che sia più diffusa ora rispetto all’epoca di Tangentopoli.

Il tema trova grande centralità nel dibattuto pubblico e anche copertura sui giornali italiani, che sono quelli più attenti, in un confronto europeo, ma secondo uno studio dell’Università di Perugia finanziato dall’Ue, realizzano “una copertura della corruzione e di altri temi ad essa collegati che nasce per lo più all’interno di una logica strumentale”.

La ricerca ha preso in esame sette Paesi (Francia, Italia, Lettonia, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Ungheria). E il periodo analizzato va dal 2004 al 2013, gli anni Ruby-gate e della ‘cricca degli appalti’ per il G8. Ebbene, l’Italia “è il Paese che tra quelli analizzati presenta il maggior numero di articoli (46.239) dedicati alla parola corruzione e ad altri termini ad essa collegati; seguono il Regno Unito (37.180 articoli), l’Ungheria (34.068).

Ma mentre in Francia e Regno Unito a finire sui giornali sono scandali che coinvolgono essenzialmente capi di stato, politici ed imprenditori stranieri, in Italia (e nei paesi dell’Est Europa) sono soprattutto quelli di politici e amministratori di casa nostra.