Renzi contrattacca: “Ora querelo, M5s respinto con perdite”

Pubblicato il 15 marzo 2017 da ansa

ROMA. – “Dall’Olanda arriva un brusco stop al populismo in Europa”. Apre così Matteo Renzi il ritorno al suo ‘format’ su Facebook #Matteorisponde. La sconfitta di Wilders è una buona notizia, sottolinea. Buona, come quella giunta in serata dal Senato, dove la mozione di sfiducia a Luca Lotti su Consip è stata bocciata senza problemi. M5s ha preso l’iniziativa per “trovare spazio” sui giornali e in tv, attacca, ma ha preso “una sonora libecciata: respinti con perdite”, mentre il ministro si è difeso “con grande serietà e pacatezza”.

Ora, afferma l’ex premier, partirà in prima persona al contrattacco: “Presenterò querele corpose a chi insulta”. Nei prossimi giorni tornerà a girare l’Italia “trolley alla mano e senza codazzi” per la campagna congressuale, racconta Renzi. Ma a quattro mesi dalla sconfitta al referendum, riparte dal dialogo diretto con i cittadini, sostenitori e detrattori, sui social network, anche perché in tv nei talk show, osserva, “c’è costante polemica contro di noi”.

Si presenta da non più premier ma “comune cittadino”: non ha alle spalle bandiere né davanti la scrivania di Chigi ma, spiega, è ospitato dalla sede di Unità.tv al Nazareno. Nella battaglia congressuale avrà al suo fianco, da coordinatore della sua mozione, Lorenzo Guerini, che lascia perciò il ruolo di presidente della commissione congresso. Niente polemiche con gli avversari, promette, e si dice pronto a fare “squadra” con Orlando chiunque vinca. E intanto chiede che il partito trovi una soluzione per permettere di votare anche a chi il 30 aprile sarà in viaggio, in modo da tenere alta l’affluenza, nonostante il ponte del primo maggio.

Ma è il fronte della battaglia su Consip e dintorni, il più caldo. Renzi risponde con durezza agli ex compagni di partito di Mdp che chiedono le dimissioni di Lotti: “Sono inqualificabili, quando hanno avuto loro amici e compagni indagati e condannati erano garantisti…”, sibila. Quanto ai grillini, li attacca con una battuta: “Cinque stelle e due misure… Usano il garantismo con Virginia Raggi e fanno mozioni di sfiducia contro gli altri”.

Ora che non è più premier, annuncia, presenterà querele con “corpose” richieste di risarcimento contro chi “insulta, denigra, offende”. Di Maio e Di Battista, è la sfida, rinuncino all’immunità e rispondano in tribunale. Intanto, osserva, Grillo “lancia il sasso e nasconde la mano” fingendo che il blog sia pubblicato “a sua insaputa” e declinando la responsabilità di fronte alle richieste danni. Servirebbe, nota, una soluzione dell’Ue contro le notizie false della Rete.

L’ex premier parla anche di terremoto, infrastrutture (Delrio, annuncia, presenterà una legge quadro), stop alla moneta fisica, Fiat (a Pomigliano “nuovi investimenti”), Europa (elezione con le primarie del candidato del Pse). E naturalmente tasse: “Credo che l’Iva non aumenterà, è una mia battaglia”.

Propone di dare il voto ai sedicenni. Ma soprattutto, replicando a chi lo attacca, tiene un punto politico: dopo la sconfitta al referendum si è dimesso, ricorda, mentre Berlusconi “non si dimise neanche dal Milan”. Renzi spiega di non aver lasciato la politica perché non “ci si dimette dalla speranza suscitata in 13 milioni di elettori con il referendum”.

Ora è tornato il “pantano e la palude” della Prima Repubblica con il proporzionale. Ma uno spazio di cambiamento ancora c’è: “Cura della persona, cura del territorio, cura del futuro”, sono tra i temi della sua mozione congressuale, inclusa la questione demografica. Su Facebook l’ex segretario Pd pubblica la foto di un neonato prematuro: “Le persone non sono numerini”, afferma.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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