CIDH,occhi di nuovo sul Venezuela

 

 

CARACAS – Anche se il dibattito si concentrerà sulla politica migratoria dell’America di Trump e sulla “desaparición” dei 43 studenti messicani di Ayotzinapa e, per la prima volta, si parlerà dei diritti delle prostitute e quelli delle comunità LGBTI, la crisi politica e sociale del Venezuela non sarà un tema periferico. Anzi… La “Comisión Interamericana de los Derechos Humanos”, con sede a Washington, inizierà domani un nuovo periodo di lavori che si prolungherà fino al 22 marzo.

La realtà politica e sociale del venezuela, quindi, sarà di nuovo al centro dell’attenzione, in particolare dopo che il Segretario Generale dell’Organizzazione di Stati Americani, Luis Almagro, ha chiesto la sospensione (ma non l’espulsione) del Venezuela dall’organismo americano. E lo ha fatto accusando il governo di Nicolás Maduro di “violare tutti gli articoli della Carta Democratica” dell’Osa.

L’ex ministro degli Esteri del governo uruguayano di José “Pepe” Mujica ha postato su Twitter un aggiornamento del dossier sul Venezuela; report molto dettagliato preparato lo scorso maggio che accompagna una lettera diretta al presidente del Consiglio permanente dell’organizzazione, Patrick Andrews. Il Segretario dell’Osa scrive che in Venezuela le “gestioni diplomatiche” e “i ripetuti tentativi di dialogo” fra governo ed opposizione “non hanno prodotto alcun risultato”. E sostiene convinto che questa è la principale ragione per cui i venezuelani “hanno perso la fede nel loro governo e nel processo democratico”.

“In Venezuela – osserva Almagro – lo Stato di diritto non è in vigore, il Potere Giudiziario è stato eliminato ed è controllato completamente dal Potere esecutivo, e per questo ha annullato ogni legge varata dall’Assemblea Nazionale, così come le sue funzioni costituzionali, insieme ai diritti del popolo, e in particolar modo i suoi diritti elettorali”.

La risposta al Segretario Generale dell’Osa è arrivata a stretto giro di posta. Con il linguaggio che caratterizza ormai la cancelleria venezuelana la richiesta di sospensione del Venezuela dall’Osa è stata respinta. Il governo l’ha definita “un’inaccettabile ingerenza esterna”.

Il Ministero degli Esteri, poi, ha giudicato il dossier presentanto “illecito ed illegittimo”  e sostenuto che Almagro “si disimpegna come segretario dell’Osa senza alcun conoscimento dei processi istituzionali e dei principi di questa organizzazione”. Il Segretario Generale dell’Osa, quindi, è stato accusato di essere “un noto nemico del Venezuela”, il cui vero obiettivo è la “promozione di un intervento internazionale nel nostro paese e l’aggravamento della guerra economica contro la nostra società”, responsabile secondo il governo della grave crisi che attraversa il paese.

Nel Dossier, il Segretario Generale dell’Osa ha sottolineato che “i ripetuti tentativi di dialogo” fra governo ed opposizione “non hanno prodotto alcun risultato”. Quindi ha chiesto che il Venezuela sia sospeso dall’organizzazione fin quando non saranno convocate elezioni democratiche e trasparenti.