Gli italiani non hanno fiducia nell’Ue: “Cambiare passo”

ROMA. – Gli italiani – così come la maggioranza degli europei – hanno poca fiducia nell’Ue, non ne vedono i vantaggi, ma sono consapevoli che senza l’Unione si starebbe peggio. I cittadini chiedono quindi che ci sia un “cambio di passo” nelle politiche comunitarie, e in particolare sui temi chiave dell’immigrazione, dell’occupazione e della difesa dal terrorismo.

E’, in sintesi, il risultato di un’indagine demoscopica condotta da Deloitte, in collaborazione con SWG, dal titolo ‘Unione europea oggi: ancora un’opportunità?’, che confronta l’opinione dei cittadini dei principali Paesi europei : Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Grecia, Croazia, Polonia.

In particolare si evidenzia che:

Il 77% degli italiani, e il 64% dei cittadini europei, non ha visto vantaggi dall’appartenenza del proprio Paese all’Ue. L’82% degli italiani inoltre non vede vantaggi per la propria famiglia, contro il 71% degli europei.

L’80% delle imprese italiane non giudica positivo l’impatto dell’Ue.

Il 60% degli italiani (contro il 52% dei cittadini europei) non ripone fiducia nell’Ue e il 64% dei cittadini a livello europeo non crede che ci possa essere un futuro positivo per l’Unione.

1 cittadino su 2 in Italia, Francia e Grecia (contro il 29% in Germania) giudica insufficiente l’operato dell’Ue fino a oggi.

1 italiano su 3 (contro il 40% dei cittadini europei) non conosce tematiche europee né attuali né storiche.

La differenza di peso politico e la presenza di interessi divergenti tra Paesi Ue è considerato il primo fattore di debolezza attuale, e il primo fattore di rischio per il futuro dell’Ue.

Il 63% degli italiani (contro il 57% dei cittadini europei) si sente più cittadino del proprio Stato che dell’Ue.

Il 37% dei cittadini italiani è euro-neutro (contro il 26% a livello europeo), ovvero non assume posizione definita o non è interessato all’Ue.

Il 57% degli italiani (e il 53% dei cittadini europei) ritiene che l’Ue sia un veicolo fondamentale per aiutare i singoli Paesi ad emergere nel difficile contesto internazionale, purché, come richiede il 79% degli europei e l’85% delle famiglie italiane, si “cambi passo” e ci si concentri su temi chiave.