Banchiere e filantropo, addio a David Rockefeller

David Rockfeller al MoMa con Susan e Ariana, moglie e figlia
David Rockfeller al MoMa con Susan e Ariana, moglie e figlia

NEW YORK. – Banchiere, filantropo e una delle menti dietro al progetto originale delle Torri gemelle, il World Trade Center. David Rockefeller è morto all’età di 101 anni, chiudendo un’era per la famiglia Rockefeller, di cui era patriarca dal 2004. Sesto figlio di John Rockefeller Jr e nipote del co-fondatore di Standard Oil John Rockefeller, David Rockfeller è stato una figura di spicco del capitalismo americano e un diplomatico.

”Il capitalismo americano ha portato più benefici alla gente che qualsiasi altro sistema al mondo in ogni momento storico. Il problema è accertarsi che il sistema si muova il più efficacemente e onestamente possibile” aveva detto. Pur non avendo mai cercato incarichi pubblici a differenza del fratello Nelson, che è stato governatore di New York, David Rockefeller è stato un emissario del capitalismo occidentale: in 40 anni sulla scena mondiale ha incontrato 200 capi di stato, ed è stato ogni volta ricevuto come uno di loro.

Di certo il cognome Rockefeller ha aiutato, ma la sua popolarità era dovuta alla sua personalità affabile, alla sua gentilezza e al rispetto mostrato nei confronti di tutti nonostante la sua ricchezza. Una ricchezza che lo ha reso generoso: sulle orme del nonno e del padre, è stato un grande filantropo, spingendo sull’arte ma anche sul cambiamento climatico. Una generosità che lo ha accompagnato fino alla fine: per celebrare i suoi 100 anni ha donato 404 ettari di terreno nei pressi del parco nazionale del Maine.

Laureatosi a Harvard nel 1936 e con un dottorato in economia dell’Università di Chicago, David Rockefeller ha iniziato la propria scalata in Chase Bank poco dopo aver servito nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale. Una scalata che lo ha portato alla vetta: nel 1955 Chase bank ha convolato a nozze con Manhattan Bank, in quello che è stato il primo passo verso la creazione di JPMorgan Chase.

”Con la sua vita ha lasciato un marchio positivo e indelebile nel mondo come leader nella filantropia, nelle arti e negli affari” afferma Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan. ”E’ stato un consigliere di grande valore per i presidenti di tutti i partiti” mette in evidenza l’ex presidente George W. Bush, definendolo un ”amico formidabile”.

”Ha usato la sua fama e la sua fortuna per fare del bene, è stato chiave negli sforzi della mia amministrazione per alleviare la crisi finanziaria in America Latina” mette in evidenza l’ex presidente Bill Clinton.